Furti e minacce: sconti di pena per gli “zingari” di Agropoli

Erano accusati anche di minacce ai danni del sindaco Adamo Coppola e dei carabinieri

Sconti di pena per gli zingari di Agropoli. La Corte d’Appello di Salerno ha modificato le condanne comminate in primo grado nel marzo 2020 dal Tribunale di Vallo della Lucania, prevedendo pene minori per cinque persone coinvolte in un procedimento relativo a furti commessi ai danni di gioiellerie e minacce rivolte ad ufficiali della Compagnia Carabinieri di Agropoli ed al sindaco, Adamo Coppola.

Donato Marotta alias Papesce (in primo grado condannato a 5 anni), Carmine Dolce alias Maruziello (4 anni e 2 mesi), e Antonio Dolce alias Capone, hanno ottenuto una condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione.

Confermata invece la condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione ad Anna Petrilli e Gerardo Marotta detto Jerry.

Gli imputati furono rinviati a giudizio il 13 marzo del 2019 con l’accusa di associazione per delinquere semplice relativamente al filone d’inchiesta inerente i furti nelle gioiellerie commessi in tutta Italia, rientrante nell’ambito dell’operazione ‘Faro’ condotta dai carabinieri della Compagnia di Agropoli, culminata con il blitz del 30 novembre 2018 che portò all’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere, tra cui i capi storici del sodalizio rom, 7 ai domiciliari e 4 obblighi di dimora.

L’inchiesta madre sul clan degli zingari agropolesi Marotta-Cesarulo-Dolce, invece, è condotta dalla Dda di Salerno, con gli imputati chiamati a rispondere anche di estorsione e minacce verso il sindaco, Adamo Coppola, e tre carabinieri della locale Compagnia.

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Redazione Infocilento

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