Capaccio Paestum, D’Angelo quattro ore davanti al giudice

Roberto D'Angelo risponde ai giudici e respinge le accuse. Intanto anche consiglieri ed ex consiglieri rischiano la misura cautelare

CAPACCIO PAESTUM. E’ comparso ieri davanti ai giudici respingendo le accuse a suo carico Roberto D’Angelo, l’imprenditore di Roccadaspide finito agli arresti domiciliari. L’uomo è accusato di aver offerto soldi per un appalto ed anche per far cadere l’amministrazione guidata dal compianto sindaco Franco Palumbo. Nell’interrogatorio di garanzia, durato circa quattro ore, D’Angelo ha risposto alle domande del giudice e del Pubblico Ministero, ribattendo alle diverse accuse.

L’inchiesta a suo carico è partita proprio dalle accuse dell’ex primo cittadino che dopo la sfiducia parlò di una cospirazione a suo danno. Indagate anche altre sette persone: tre consiglieri comunali in carica (Pasquale Accarino, Angelo Merola e Fernando Maria Mucciolo), tre ex consiglieri (Carmelo Pagano, Alfonsina Montechiaro, Francesco Petraglia) e il tecnico comunale Carmine Greco.

Per loro deciderà il Tribunale del Riesame il prossimo 6 dicembre. Il Pm, infatti, ha chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari imposta già a D’Angelo per il rischio di reiterazione del reato. A quest’ultimo i giudici l’hanno concessa in quanto intratteneva rapporti con il sindaco in carica Franco Alfieri (non indagato) che compare anche in alcune intercettazioni.

Le ipotesi di reato per gli otto coinvolti nell’inchiesta sono, a vario titolo, corruzione, turbativa d’asta, istigazione alla corruzione ed estorsione.

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Redazione Infocilento

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