De Luca “Basta ospedali sotto casa”. Riferimento ad Agropoli?

De Luca spegne le speranze? "Abbiamo assunto un impegno a mantenere i conti in equilibrio e li manterremo costi quel che costi"

AGROPOLI. “Ogni tanto c’è qualche scienziato che si inventa qualche richiesta corporativa di fare l’ospedale sotto casa. L’ospedale sotto casa non si può fare più perché sennò rimbocchiamo la strada dei 9 miliardi di euro di debiti sanitari”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del suo intervento alla cerimonia del giuramento d’Ippocrate dei nuovi laureati in medicina a Napoli. Parole che molti hanno ricollegato anche alla questione relativa all’ospedale di Agropoli per il quale nelle scorse settimane sono state organizzate iniziative e petizioni affinché riaprisse e rientrasse nella rete dell’emergenza.

“Siamo usciti dal commissariamento a dicembre 2019, ma siamo sottoposti a un piano di rientro triennale controllato dal ministero dell’Economia e della Salute. Non possiamo darci alla pazza gioia, noi siamo usciti anche perché – ha evidenziato De Luca – abbiamo presentato un piano di rientro credibile. Dobbiamo imparare a fare le persone serie e accettare noi da Napoli la sfida dell’efficienza, anche nel campo sanitario”.

Abbiamo assunto un impegno a mantenere i conti in equilibrio e li manterremo costi quel che costi, porcherie clientelari, per quello che mi riguarda, non se ne fanno più”, ha concluso De Luca.

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Costabile Pio Russomando

Studente universitario, iscritto alla facoltà di Lettere, inizia l'attività di giornalista nel 2013, collaborando con alcuni mensili cilentani e occupandosi dell'organizzazione di eventi sul territorio.

2 commenti

  1. Dopo tutto quello che ha fatto, non so proprio cosa resti da fare visto che ,se ci fosse stata la vera “Magistratura” senza condizionamenti , lui non sarebbe, neanche, esistito.
    Non posso credere che la riapertura dell’Ospedale di Agropoli, significherebbe darsi alla “Pazza Gioia”, e non cercare di salvare delle vite umane ,cosa che purtroppo non è stata possibile in più di una occasione.
    Alla “Pazza Gioia”, come stiamo vedendo, e voglio sperare che non finisca in una bolla di sapone poiché ci hanno messo la faccia diverse personaggi istituzionali , c’è un “Sistema Salerno” che, secondo me, e non solo, è stato introdotto da questo “Signore”, per poter disporre a suo piacimento e dei suoi fedelissimi, della vita quotidiana di noi tutti.

  2. Hanno rovinato un’area dal valore paesaggistico, archeologico, storico-culturale e religioso inestimabile solo per cecità, ignoranza e superficialità nell’amministrazione della cosa pubblica da parte delle autorità locali ai tempi della costruzione degli impianti oggi oggetto di indagine di P.G. Il danno ambientale è grave mentre lo scempio ai danni dell’area di interesse storica è incalcolabile poiché giace sepolta sotto i quintali di cemento gettati per le fondamenta delle strutture ivi poi costruite. L’interdizione all’area della chiesa è un ulteriore beffa per il danno alla tradizione religiosa locale. Il danno alla salute pubblica è di una enormità che fa gridare allo scandalo, considerato i decenni orami passati dall’ installazione degli impianti ed antenne dell’Enav. Si è sempre parlato di un aumento dell’incidenza di malattie tumorali nella popolazione Cilentana di vari Comuni circostanti e/o limitrofi dall’area del Monte Stella a partire dagli anni 70/80. Se la correlazione tra le emissioni dannose riscontrate e l’insirgenza più alta di malattie tumorali dovesse essere dimostrata la situazione diventerebbe un serio problema da affrontare .

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