Terremoto giudiziario a Salerno: indagini partite da denunce di ex consigliere

L’inchiesta giudiziaria che ha generato una vera e propria bufera al Comune di Salerno è partita in qualche modo dalle denunce alla magistratura fatte dall’ormai ex consigliere Comunale Giuseppe “Peppe” Ventura. Sarebbe stato lui il primo a sollevare una serie di dubbi sui rapporti tra le Coop e l’amministrazione civica. 

Ventura era entrato nel 2016 a Palazzo di Città tra le fila della maggioranza, essendo stato eletto nella lista Davvero Verdi, e ne è uscito una settimana fa dagli scranni dell’opposizione. Non ha mai avuto paura a denunciare, anche pubblicamente, durante le sedute del consiglio comunale, quanto ora è finito sotto la lente d’ingrandimento dei giudici con l’inchiesta che ha coinvolto 29 persone, tra le quali il consigliere regionale Nino Savastano, assessore uscente alle Politiche sociali del Comune di Salerno, e lo stesso sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli.

Intanto proprio i legali del primo cittadino hanno diffuso una nota per chiarire la posizione del sindaco Napoli: “Il mio assistito – spiega l’avvocato Cecchino Cacciatore apprende da notizie diffuse e divulgate nella giornata odierna da testate giornalistiche di essere sottoposto ad indagini da parte dell’autorità giudiziaria salernitana.
L’accusa riguarderebbe un suo presunto coinvolgimento per l’affidamento di un servizio di lavaggio delle strade.
In verità, pare che al primo cittadino non venga attribuita alcuna condotta specifica, né alcun interessamento concreto rispetto alla relativa procedura amministrativa.
D’altra parte, non potrebbe essere diversamente dal momento che il detto servizio di pulizia attiene ad una procedura svoltasi in piena emergenza Covid, per un importo assai esiguo (pari a circa 4.000 euro), ma soprattutto di stretta ed esclusiva competenza della società Salerno Pulita.
Il Sindaco, pertanto, si dichiara certo di dimostrare la propria estraneità, di chiarire al più presto la propria posizione e chiedere l’archiviazione dell’accusa”.

Ma ciò che emerge da queste indagini non è soltanto la questione giudiziaria ma anche il vuoto di potere creatosi a Salerno dopo l’addio di Vincenzo De Luca. Tra i vari politici, infatti, è emersa una battaglia per accreditarsi. Come rivela “Il Mattino” uno dei passaggi cardine è quello che fa l’attuale consigliere regionale ed ex assessore al bilancio Franco Picarone – che non risulta essere indagato – al telefono col principale indagato, Fiorenzo Zoccola, detto Vittorio. I due, intercettati il 20 settembre del 2020 mentre si svolgono le elezioni regionali, chiacchierano al telefono. L’argomento è un problema relativo all’interlocuzione con il settore Avvocatura e le rivelazioni fatte da Peppe Ventura in consiglio comunale e poi attraverso gli organi di stampa, in merito alle coop. Picarone taglia corto: «è uno schifo lo so bene Vittorio però ti posso dire una cosa, quando ci stavo io sul Comune la questione era gestita politicamente e amministrativamente. Mo che non ci sto più io là sopra, è successo di tutto di più. Chi l’ha gestito Peppe Ventura, chi ha gestito i fatti amministrativi prima che esplodessero». Zoccola poi dice a Savastano che alle elezioni regionali l’allora assessore Caramanno avrebbe sostenuto Simone Valiante. 

Picarone risponde, usando toni poco cortesi con l’ex collega, sparando su tutti: «è facile additare Caramanno, la colpa è del sindaco, di Savastano, dell’amministrazione, di Loffredo, la colpa è di tutta la giunta perché là non ci sta uno decente». E sono ancora le esternazioni telefoniche di Picarone a confermare la guerra, senza esclusione di colpi, tra Fiore e Savastano e un certo malcontento verso il consigliere regionale ed ex collega di giunta Luca Cascone: «a me l’altra volta (il riferimento è alle regionali del 2015 ndr) mi hanno fatto il servizio nel senso che Cascone e Fiore si sono presi i voti del partito da tutte le parti. A Savastano gli hanno mosso i voti che riescono a muovere loro e non lo fanno uscire perché esce Fiore, io mi sono impegnato ed esco un’altra volta perché sono bravo, è roba mia. Poi dopo facciamo i conti». La ripartizione dei voti è argomento anche di una conversazione, del 31 agosto 2020, tra Zoccola e un dipendente di Salerno Pulita al quale viene comunicato quali sono gli ordini di un capo non meglio identificato per le imminenti regionali. «Le direttive sono 70 a Nino e 30 a Franco. Nino ha un competitor forte mentre Franco non ha nessuno contro di lui, solo Amabile e Valiante che prima stavano insieme e adesso si sono divisi». Ma sono decine e decine i passaggi che non hanno rilevanza giudiziaria ma che, comunque, confermano una corsa all’oro che oggi la Procura di Salerno mette nero su bianco.

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Redazione Infocilento

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