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venerdì, Settembre 24, 2021
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Auletta: lavori per risanamento centro storico, nessuna illegittimità

Non c’è stata alcuna illegittimità nella procedura che ha portata all’aggiudicazione dei lavori per circa 7 milioni di euro per l’esecuzione dei lavori di Risanamento idrogeologico del Centro Storico del piccolo comune ubicato al confine tra il Vallo di Diano ed il Tanagro. La decisione che ha scritto la parola fine sulla questione, dopo una vicenda giudiziaria che è andata avanti per circa 4 anni, è stata presa nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato che con una sentenza della quinta sezione ha respinto il ricorso presentato da una delle ditte che aveva partecipato alla gara di appalto nei confronti della ditta che era riuscita ad aggiudicarsi i lavori.

Il ricorso era stato presentato contro la sentenza con cui il TAR della Campania nel 2017 non aveva accolto la tesi degli avvocati della ditta classificatasi al terzo posto secondo cui l’aggiudicataria e la seconda classificata dovevano essere escluse dalla gara perché prive di alcuni dei requisiti previsti dal bando.

La questione una volta arrivata davanti al Consiglio di Stato si è ulteriormente complicata ed ha subito un rallentamento di circa 3 anni prima perché i giudici di secondo grado ravvisata l’esistenza di un contrasto nella giurisprudenza del Consiglio di Stato in relazione all’attuazione di una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea su una questione tecnica legata all’esame dei ricorsi presentati. Per questa ragione il Consiglio di Stato aveva disposto la sospensione del giudizio e il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea che dopo circa un anno aveva deciso la questione pregiudiziale facendo così venire meno la causa di sospensione del processo. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza che ha sancito la legittimità della gara di appalto. Nel frattempo, nonostante il giudizio pendente, i lavori per il risanamento idrogeologici sono iniziati e saranno ultimati nei prossimi mesi.

Per la realizzazione dell’intervento sono stati pagati circa 300mila euro complessivi di indennità di esproprio. La messa in sicurezza è stata effettuata con l’installazione di reti di protezione e di altri sistemi di sicurezza, inoltre è stato possibile effettuare anche il recupero di alcuni fabbricati pubblici ed il recupero degli orti ubicati sul bordo della rupe interessata dai lavori.

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