La “Preta ru Mulacchio” , il megalite del Cilento e…’’alcova’’ di amori illeciti

Quando si parla del Cilento il pensiero si focalizza sulle splendide coste tralasciando un prezioso e variegato entroterra con luoghi ricchi di storia ed anche di mistero. Ci troviamo oggi sul Monte Stella, a circa 1131 m slm, un massiccio che sovrasta diversi comuni tra cui Stella Cilento, Sessa Cilento, Omignano, San Mauro Cilento, Pollica. Sulla vetta del monte è ubicato il Santuario della Madonna della Stella, ma prima di giungervi, deviando per un sentiero sulla destra, si può raggiungere un megalite, la ‘’Preta ru Mulacchio’’, ovvero ‘’Pietra del figlio illegittimo’’.

Questa ‘’Preta’’ aveva la funzione di calendario solare, proprio come i grandi megaliti presenti in Inghilterra nel sito neolitico di Stoneheng (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO). In Italia, oltre che nel Cilento, sono stati ritrovati megaliti anche in Basilicata, valle del Belice e Puglia ma, mentre a Stonehenge si celebravano riti misteriosi legati al solstizio d’estate, in Italia si praticavano durante il solstizio d’inverno .

 Il monumento sul Monte Stella risale all’inizio del II millennio a.C. ed  è costituito da tre grandi massi conficcati verticalmente nel terreno. Presumibilmente, in origine i massi costituivano un unico blocco. Tra questi blocchi si sono formati due stretti passaggi ed il sole, battendo sulle pietre, vi proietta raggi di diverso spessore in base al periodo dell’anno: il raggio di sole risulta lungo quanto tutto l’arco della galleria nel giorno più corto dell’anno, il 21 dicembre, invece risulterà molto più corto a giugno, mese del solstizio d’estate. Il raggio di sole ovviamente tenderà a cambiare dimensione giorno dopo giorno nel corso dell’anno.

I solstizi d’inverno e d’estate d’altronde sono sempre stati oggetto di grande interesse in varie culture poiché si credeva nella relazione tra la maggiore potenza del sole e il rafforzamento della fertilità agricola, ma anche della fecondità umana.

Da sottolineare inoltre la posizione del megalite che può essere osservato da una distanza rilevante e ciò lascia pensare all’esistenza di una comunità presente nel territorio sottostante.

Come sappiamo, infatti, il territorio del Cilento è stato caratterizzato da culture di diverse popolazioni, insediatesi prima o al fianco delle colonie greche, si pensi alle popolazioni del Gaudo, l’appenninica oppure la villanoviana. 

Oltre alla funzione di calendario solare, secondo i primi studi del 1985 di cui abbiamo testimonianza, effettuati dal prof. Amedeo La Greca, storico e studioso del Cilento, la Pietra era luogo in cui venivano svolte pratiche popolari: le donne sterili e desiderose di un figlio, quando si recavano al santuario della Stella, si fermavano presso la pietra e la attraversavano passando per lo stretto passaggio.

Nell’oltrepassare la pietra era inevitabile strofinare il ventre sulla roccia e, dal momento che le credenze popolari ritenevano che la roccia fecondata dal sole aveva a sua volta il potere di fecondare, le donne pensavano che ciò le avrebbe portate a divenire presto madri.

Ma, in questo luogo appartato, negli stretti passaggi tra i massi, protetti da occhi indiscreti, venivano consumati anche amori illeciti, proibiti e fecondi anch’essi, ed è probabile che da qui nasca la denominazione di ‘’pietra del figlio illegittimo’’.

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