ViviCilento: sviluppo e sostenibilità, priorità per il futuro del Cilento

"Ciò che va fatto è dare vita a nuovi collegamenti tra le diverse aree dell'area Parco, laddove manchino, e rafforzare gli esistenti"

È da tempo che il Cilento necessita dell’attenzione infrastrutturale nazionale per fare un ulteriore passo in avanti, se non salto, verso il miglioramento della qualità della vita dei residenti in prima istanza ma allo stesso tempo, per dare ulteriore slancio alla crescita turistica del territorio. La provincia di Salerno e quindi il Cilento, sarà interessata nei prossimi anni da investimenti anche in infrastrutture ferroviarie grazie al “recovery-plan”, ovvero potenziamento tecnologico e interventi infrastrutturali sull’intera linea Salerno-Reggio Calabria.

“Chiaramente è un’opportunità vitale per l’intero territorio che oggi già è percorso da treni a/v ma che non possono superare i 180 e 200 km/h per limitazioni tecniche e tecnologiche – spiega Emanuel Ruocco, presidente del Consorzio ViviCilento – Per tale motivo si vede di maggiore facilità l’adeguamento di quanto già esistente, piuttosto che uno sforzo lungo, presumibile, più di 16 anni per realizzare qualcosa che prevedrà anche il mancato rispetto delle caratteristiche che rappresentano il territorio ovvero sostenibilità e rispetto dell’ambiente. Questo perché sono previste nel progetto presentato dal Commissario anche nuove gallerie sul tratto Baronissi-Sapri che molto probabilmente risulterebbero una devastazione per sorgenti, fiume sotterranei, biodiversità per il quale il Parco vanta riconoscimento internazionale”.

“Naturalmente – precisa Ruocco – qui non deve nascere nessun gioco di parte tra Cilento e Vallo del Diano, entrambi territori del Parco Nazionale e pertanto, a nostro avviso, il progetto non può essere invasivo con nuove rotaie e nuove perforazioni di montagne, bensì deve essere in scia ai lavori in itinere e a quanto già esistente. Ciò che va fatto è dare vita a nuovi collegamenti tra le diverse aree dell’area Parco, laddove manchino, e rafforzare gli esistenti. E questo dovrà accadere per gestire anche turisticamente al meglio il Diano, il Cilento e gli Alburni, ovverosia guardando al futuro dando forza al percorso e non penalizzandolo”.

“Le soluzioni del caso non possono estromettere gli imprenditori, ovvero l’anima economica di un settore che sta crescendo e sviluppandosi, dando lustro internazionale al territorio e alla sua identità e per tale motivo chiediamo di essere coinvolti ai tavoli tecnici locali, regionali e nazionali al fine di portare la visione imprenditoriale di un territorio che vuole guardare al futuro costruendolo e non solo subendolo”, conclude ViviCilento.

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Redazione Infocilento

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