Piste da sci chiuse fino al 5 marzo, è polemica

Piste da sci chiuse e c'è chi invoca un nuovo lockdown

Le piste da sci restano chiuse almeno fino al 5 marzo. La decisione è arrivata ieri, ad ufficializzarla il ministro della Salute Speranza dopo aver sentito il Cts che giudica la riapertura troppo rischiosa.
Ma lo stop del governo non ferma lo sci nella Piana di Vigezzo, 1.720 metri nel Comune di Craveggia (Vco), in alta Ossola. Qui i gestori della stazione sciistica hanno deciso di aprire gli impianti, così come riferisce l’Ansa.

Piste da sci chiuse, le polemiche

“Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l’apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire. Così lo abbiamo fatto”, dice Luca Mantovani, titolare della società che gestisce gli impianti nella valle a ridosso del Canton Ticino. I ministri Giorgetti e Garavaglia chiedono indennizzi adeguati per la montagna.

Le reazioni della politica

Ira sulle piste da sci chiuse di Fontana, Zaia, Bonaccini e Toti che vogliono “allargare la cabina di regia alle istanze dell’economia”. La chiusura degli impianti anche nell’ultima parte della stagione è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma sull’intera economia che ruota intorno al turismo invernale che ha un valore stimato prima dell’emergenza Covid tra i 10 e i 12 miliardi di euro all’anno tra diretto, indotto e filiera. Lo afferma la Coldiretti.

Le decisioni future

Ora, con l’ultimo dpcm in scadenza proprio il 5 marzo, la partita si giocherà proprio sulla linea da adottare in merito alle nuove misure anti-Covid, forse anche prima di quella data.

Da un lato c’è la linea del consulente alla Salute, Walter Ricciardi, per il quale è “necessario adottare una drastica strategia no-Covid come hanno fatto i Paesi dell’Asia o Germania e Stati Uniti”, attuando “un lockdown totale immediato ma di durata limitata”, magari aspettando di poter imprimere la giusta spinta alla campagna vaccinale.

Dall’altro chi annuncia un cambio di passo in direzione opposta, a partire da una nuova squadra invocata da una parte consistente della stessa maggioranza di Governo.

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Ernesto Rocco

Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che tornerà a ricoprire negli anni successivi. Nel 2005, fonda il portale InfoAgropoli (divenuto poi InfoCilento), di cui è caporedattore. Dal 2012 è collaboratore de "Il Mattino" e dell'agenzia di stampa Mediapress. Si occupa dell'organizzazione e della gestione di uffici stampa con lo studio di comunicazione Qwerty. Conduce programmi radio e tv sui canali di InfoCilento ed è opinionista e corrispondente di alcune televisioni locali.

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