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I sensi del Cilento: viaggio ad Ogliastro Cilento

Questo mese per la mia rubrica: “I SENSI DEL CILENTO”, ho deciso di farmi un regalo natalizio, esplorerò il mio paese: Ogliastro Cilento. Tutto questo comporta una pena ed un rischio; la pena è quella di dover tralasciare per ovvie ragioni di spazio e tempo qualcosa che ti appartiene, il rischio è quello di non essere obiettivo nella descrizione. Il tuo paese è sempre nel cuore. Le strade ti ricordano a quando giocavi a calcio da bambino con gli amici di sempre. I vicoletti un po’ bui ti riportano al primo bacio, il primo amore, poi c’è: la scuola, l’oratorio, la piazza etc. Potrei andare avanti per ore. Il mio viaggio comincia dal centro storico di Ogliastro; dalla Chiesa Santa Croce, l’unica in tutta la Diocesi di Vallo della Lucania ad avere il chiaro riferimento al simbolo della cristianità.

Di stile romanico con una grande navata centrale e due laterali, conserva al suo interno affreschi di pregevole fattura realizzati da Michele Ragolia allievo di Antonello da Messina. In questa Chiesa troviamo la bellissima Statua della Madonna del Buon Consiglio che si festeggia il 26 di aprile di ogni anno dal 1827. Di particolare pregio, mi ha sempre colpito l’organo a canne restaurato recentemente. Tante sono le cose che mi legano alla Chiesa Santa Croce, ma il mio percorso è appena iniziato. A due passi dalla Chiesa, scendendo per il viale, nascosto dalla prospettiva della strada, appare maestoso il Palazzo De Stefano. Un complesso meraviglioso, divenuto l’immagine di copertina del Paese.

La storia della famiglia De Stefano per grosse linee si interseca con quella di Ogliastro. Nel 1895 la famiglia De Stefano ottiene l’iscrizione nel libro d’oro e nell’elenco dei nobili e titolari napoletani. Da documenti storici successivi, apprendiamo che il paese aveva circa mille abitanti e viveva prettamente di agricoltura e allevamento. Il Palazzo era usato come dimora dei Signori e apparato burocratico. Da qui si gestiva l’economia con la coltura dei terreni e la vendita dei prodotti, la pubblica sicurezza (chiamati all’epoca sbirri), le carceri, e del complesso faceva parte anche la seicentesca Cappella della Maddalena. Curiosità storiche arricchiscono la vita del Palazzo; nel1828 vi alloggiò il Generale Del Carretto da dove diresse i soldati borbonici contro i rivoluzionari. Nel 1848 vi si riunirono i patrioti cilentani per preparare i combattimenti contro le truppe regie. Nel 1937 vi fu ospitato il Principe Umberto di Savoia futuro Re d’Italia. Ricomincio il mio cammino, mi accorgo che il centro storico di Ogliastro è davvero grande. Arrivo dall’altra parte del centro storico, dove mi accoglie un mio caro amico, Donato.

Mi prepara una colazione a base di pane e olio, che per noi ogliastresi è uno dei principali pasti che accompagnano la giornata. Del resto, con una certa sicurezza, Pietro Ebner, il più grande storico del Cilento, ci dice che il nome di Ogliastro deriva sicuramente da Oliastrum: paese degli ulivi. Il nome è una garanzia di qualità per un prodotto come l’olio di oliva, fondamentale nella dieta mediterranea. Pane ed olio. Al gusto il sapore dell’olio è deciso , gradevolmente amaro, giustamente corposo, con una buona ed equilibrata struttura e chiari sentori di campagna. All’olfatto mostra un persistente ed ampio sentore di fruttato di oliva pulita, con discrete note di foglia verde.

Dopo questa energica e gustosissima colazione, arrivo al Palazzo De Falco, che si trova nella suggestiva cornice di Piazza delle Palme, risalente al XV secolo è composto da 35 stanze con sale gioco e riunioni, camere da letto, saloni e studi. Non può mancare come nel Palazzo De Stefano una religiosissima Cappella caratteristica che accomuna tutti i complessi gentilizi di un certo rango. In una delle sontuose stanze, decorate da vetri che permettono un gioco di luci straordinario, troviamo un dipinto in cui viene rappresentato il governo La Marmora nel quale Giovanni De Falco fu Ministro di Grazia e Giustizia. Di tutto questo complesso, si può ammirare il giardino grandioso (circa 4000 mq) abbellito con piante di ogni specie (abelie rupestri, caprifogli, rosmarini, agavi e gelsomini). Come per magia si arriva alla parte nuova del Paese.

Il Palazzo De Falco è un ponte di collegamento tra il Centro Storico di Ogliastro e la sua piazza principale: Piazza Europa. Da questi balconi mi è sempre piaciuto ripensare allo sbarco degli alleati, che dopo l’otto settembre del1943 giunsero in questo luogo. Accolti da personalità ogliastresi, posero sui balconi le bandiere dei liberatori. Passeggiando per la strada statale 18,si aprono man mano dei panorami mozzafiato. Ogliastro gode di una visione ampia. Da una parte possiamo ammirare l’intero golfo di Salerno, e quando il cielo e limpido l’Isola di Capri; dall’altra i monti Soprano, Vesole e Stella. Lascio il Paese dove sono nato con la bellezza nel cuore. Ci sarebbero altri posti da menzionare come le due frazioni di Ogliastro: Eredita e Finocchito; altre cose da vedere ed esplorare come i ruderi del Convento San Leonardo. Il mio intento non è quello di vedere o citare tutto. Quello che io voglio in questa mia rubrica è offrire uno spaccato di un qualcosa che appartiene ai sensi. Passeggiare nella memoria, fotografare impressioni e ricordi, assaporare i gusti del nostro Cilento.

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Roberto Scola

Roberto Scola, quarantacinque anni, Docente di Lettere e cultore di giornalismo e comunicazione di massa. Ho cominciato da giovanissimo la mia attività di collaborazione con varie testate giornalistiche: Il Mattino, La Città, InfoCilento, poi tante rubriche su tanti giornali locali a cadenza settimanale e mensile. Ho avuto esperienze di relatore in progetti che riguardavano la comunicazione. Mi occupo di cronaca, scuola, politica, storia e letteratura. Attualmente è sempre viva la mia collaborazione con: InfoCilento, Cronache Cilentane, Unico.

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