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Mamme di Buccino scrivono a De Luca: no a riapertura scuole

"Sottoporre i bambini a rischi così elevati è un atto immorale"

Una lettera di un gruppo di mamme di Buccino, indirizzata al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per dire “no alla riapertura della scuola. I genitori nella missive esprimono il disappunto per la riapertura degli istituti prevista per fine novembre, ritenuta troppo pericolosa per i piccoli alunni in questa seconda ondata di pandemia.
Ecco il testo della missive:

“Egregio Presidente,

chi le scrive è un gruppo di mamme molto preoccupato che, pur non appartenendo alla minoranza, non ha mai avuto modo di far sentire la propria voce, probabilmente, perché residente in un paese di provincia, come Buccino (SA) mai citato e forse nemmeno conosciuto dai tanti che, nella Nazione, si ostinano a pensare che la Campania sia unicamente caratterizzata dalla città di Napoli. Questo è un gruppo di mamme che negli ultimi tempi ne ha visto e sentito di tutti i colori (giallo, arancione, rosso) fino ad assistere alle cadute di stile nelle piazze, ai cartelloni slogan, alle propagande giornalistiche, sulla necessità, ad ogni costo, di tenere le scuole aperte, senza citare mai quel principio che è alla base del benessere psicofisico di tutti e in particolare dei propri figli: IL DIRITTO ALLA SALUTE. Diritto che, forse, oggi nessuna Istituzione può garantire, perché una pandemia, purtroppo, NON È UNA SCELTA. È un gruppo di mamme che resta allibito di fronte ai tanti moralismi nati e spesso improvvisati intorno al tema della DAD. Tutte noi siamo mamme consapevoli del fatto che tenere i propri figli dietro un PC o tablet o smartphone non sia il massimo per loro e che in parte, vada a spegnere, in un certo senso, la mera socializzazione, ma questa NON È UNA SCELTA. È UNA NECESSITÀ. Viene da chiedersi, quanto la didattica in presenza, oggi, possa veramente garantire i principi per i quali essa è nata e sui quali da sempre si è fondata. È come se si avesse l’impressione di volere necessariamente nascondere la realtà dei fatti dietro una maschera, rappresentata, oggi, letteralmente e fisicamente da una mascherina, facendola addirittura passare come filtro comunicativo e, ancora una volta, insabbiando e sorvolando su quel principio che è IL DIRITTO ALLA SALUTE. Come si può pretendere di esprimere i capisaldi della didattica in presenza attraverso l’uso di gel igienizzanti, mascherine e distanziamento sociale? Sappiamo tutti, o forse, che i capisaldi sono la socializzazione nella sua totalità, la condivisione, la serenità, l’armonia, l’espressione nitida delle emozioni, tutti elementi totalizzanti per una psiche sana e in evoluzione. Tuttavia viene da chiedersi, oggi la didattica in presenza può veramente garantire tutto ciò? Qualcuno si è mai chiesto, sottoporre dei bambini ad un cambiamento così imponente e forte che conseguenze possa avere su di loro? E soprattutto perché si continua a sorvolare sui danni fisici che tutto ciò comporta? Basti pensare ai danni provocati dall’uso costante delle mascherine o dei gel che producono allergie, abbassano le difese immunitarie,ecc..ecc… Chi le scrive Signor Presidente è un gruppo di mamme con figli alle primarie, che esce di casa la mattina per andare a lavorare, che ha studiato per occupare anche ruoli importanti, che ha sacrificato la propria esistenza in nome della sua famiglia, un gruppo di mamme che come tanti affronta il sacrificio della quotidianità non sempre facile, EPPURE, nonostante tutto, dice a gran voce NO ALL’APERTURA DELLE SCUOLE.

Sottoporre i bambini a rischi così elevati è un atto immorale ed incivile che non può avere nessuna giustificazione. L’istruzione tanto decantata oggi, ma ben poco colta nel suo senso profondo, non ha alcuna valenza se non accompagnata da quell’educazione-formazione che ogni soggetto-persona dovrebbe sempre avere. Condannare i bambini in nome di un’ideologia è un atto di violenza pura che nessuna mamma potrebbe mai accettare”.

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Redazione Infocilento

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2 commenti

  1. Vorrei consigliare alle mamme di verificare nei dati del Ministero il numero dei ragazzi con meno di 20 anni che risultano contagiati, forse sarebbero un altra dimensione al problema che hanno evidenziato

  2. beate loro che stanno a casa e nn hanno niente da fare…voglio vedere se nn avevano nessuno se nn mandavano i figli a scuola!!!!!!

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