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Palestre chiuse: a Vallo della Lucania le attività riprendono all’aperto

Intervista a Giusy Sansone

L’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio Ministri firmato da Giuseppe Conte ha bloccato le attività dei centri sportivi tra cui palestre e piscine. Un duro colpo per i gestori, dopo le chiusure di marzo, aprile e maggio ed una faticosa riapertura fatta di sanificazioni, distanziamenti, accorgimenti particolari ed investimenti non da poco. In molti hanno tirato giù le serrande, arrendendosi al fato e con la preoccupazione di non poter riaprire, ma c’è anche chi non vuole rinunciare al proprio lavoro e decide di andare avanti. Esempio di questa forza d’animo, di questa vera e propria resilienza, è Giusy Sansone, giovane sportiva e imprenditrice che a Vallo della Lucania gestisce da ben nove anni una palestra.

Giusy Sansone, Lei ha avuto un’idea per continuare la Sua attività. Di che si tratta?
Ho semplice spostato la mia palestra all’aperto. In poco tempo ho portato fuori gli attrezzi e preparato la sala in un’ampia area dove sono garantite tutte le norme anti-Covid. Nulla di rivoluzionario, ma semplicemente la necessità di continuare a lavorare. Ad essa si è aggiunta anche la voglia di dare una speranza a coloro i quali, seppur per qualche ora, scelgono la mia palestra per distrarsi, per fare moto, per rilassarsi o per sfogare lo stress. Nessuno deve perdere la speranza che un giorno torni tutto alla normalità, anche se dovesse volerci molto tempo. Faremo le lezioni e le attività all’aperto, un po’ come si faceva a scuola.

Non vi ferma nemmeno la pioggia…
Assolutamente no! Ci stiamo attrezzando con un telone che vada a coprire l’area in modo da poter garantire lo svolgimento delle attività nonostante il tempo non sia clemente. Ci attendono mesi difficili, anche a causa delle temperature non proprio calde, ma chi fa sport non ha paura del freddo op del caldo. Gli sportivi si adattano e ci adatteremo anche a queste difficoltà.

Lei è una campionessa di body building, sia sul campo che fuori. Anche in questo momento, gli atleti possono dare il buon esempio?
Soprattutto adesso. Ci sono delle regole da seguire, come indossare la mascherina o evitare assembramenti, e lo sportivo deve essere di esempio. In passato sono stata campionessa un modo di fare sport pulito, senza l’utilizzo di aiuti chimici illegali e dannosi per l’organismo. Anche in questo caso, voglio essere un modello per tutti e soprattutto per i più giovani. Negli ultimi mesi, è stata la categoria più colpita perché hanno visto cambiare le proprie abitudini nettamente, dalla passeggiata con gli amici alla serata in discoteca, dall’aperitivo ala partitella di calcetto. Devono capire che non possono arrendersi, ma resistere e continuare a credere in un futuro in cui tutto si sistemerà. Ciò non vuol dire che non si debba aver paura: il virus è pericoloso e il rischio di portarlo in famiglia, a genitori o nonni fragili, è altissimo. Il rispetto delle regole è essenziale.

Abbiamo visto che anche gli idoli sportivi sono stati contagiati…
Questo dà forza al mio pensiero. Ognuno di noi, nessuno escluso, deve seguire rigidamente i protocolli messi a punto dagli studiosi. La paura, però, non deve vincerci e non possiamo arrenderci, soprattutto adesso. Lo dico anche ai colleghi e ai commercianti: è dura, lo sappiamo, ma riusciremo ad uscire da questa emergenza.

Il nuovo decreto ha messo un freno a molte attività. Qual è il Suo pensiero?
Sarà dura, questo è innegabile, ma ce la faremo. L’importante, oggi, è non far morire la speranza: la si deve tenere viva e alta, alimentandola in continuazione. Il tutto senza dimenticare i momenti difficili della quarantena della scorsa primavera. Quello stesso entusiasmo sarà fondamentale.

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Arturo Calabrese

Appassionato di giornalismo dai tempi del liceo, si occupa di cultura ed eventi, non disdegnando la cronaca e l'attualità. Per InfoCilento conduce programmi televisivi. È collaboratore del quotidiano "la Città", di televisioni locali e del blog #mifacciodicultura. Laureando in beni culturali impiega il poco tempo libero nel volontariato con la Fondazione Telethon

3 commenti

  1. Scusate ma se le palestre in generale sono chiuse, che siano all’aperto o al chiuso cambia qualcosa?
    Sempre palestra e’

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