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Vintage e psicologia: perché amiamo la moda del passato

Quando si parla di moda, sono in molti ad avere un debole per il gusto di tendenze ormai passate. Il vintage, anche detto stile retro, rappresenta un elemento unico nel suo genere, capace di dare al proprio look e al proprio outfit un aspetto ricercato, unico ed originale.

Pur non essendo per chiunque, quella vintage è una moda affascinante nel suo insieme, soddisfacente, e in grado di fare la differenza.

Ma perché ci sono molte persone  che amano il look del passato?

Puoi non crederci eppure ci sono delle emozioni e dei pensieri che si creano nella psiche di una persona che decide di indossare e sfoggiare un capo passato o un accessorio “con i suoi anni”.

Insomma, la componente psicologica è fondamentale nella scelta del proprio look. Ci sono delle sfere sensoriali, psicologiche e mentali che tendono ad influenzare la nostra passione per il vintage in modo da scoprire quali ti rappresentano di più: avventura, esperienza, emozioni, identità, autenticità, unicità.

Il desiderio di avventura

Quello spirito avventuriero di andare alla ricerca di un capo difficile da trovare, di scovare un indumento unico che nessun altro rispetto a noi sfoggerà non ha eguali.

Girare le strade di mercatini e fiere, andare a spasso per negozi vintage è un’avventura per pochi, ma capace di creare un entusiasmo tale da amplificare ancora di piu l’amore per lo shopping.

In fondo non saprai mai cos’altro potrai trovare ogni volta che entrerai in un simile negozio. A prezzi stracciati porterai a casa l’inverosimile, qualcosa di inaspettato, fuori dall’ordinario, curioso.

La conquista di un oggetto raro ottenuto grazie alla propria tenacia, può inoltre essere dal punto di vista psicologico il simbolo della propria abilità in questo contesto e mostrare il valore personale.

Lo sviluppo dell’esperienza

L’esperienza si può sviluppare da molteplici punti di vista.

Comprare un capo antico può rappresentare per l’amante del vintage un viaggio nel tempo, può essere un ritorno al passato in grado di accrescereil bagaglio delle proprie conoscenze.

Conoscenze che possono essere considerate, tra le altre cose, come una via di fuga dalla vita attuale. I capi vintage svolgono una funzione rassicurante e compensatoria e soddisfano il desiderio di sentirsi altrove.

Emozione allo stato puro

La psicologia emotiva è un’altra componente importante per chi decide di vestire “alla vecchia maniera”.

E facciamo un esempio: immagina di acquistare un capo in un mercatino dell’usato. Quella gonna, quella maglia, avrà una storia e un vissuto che ci precede: Chi lo ha indossato? Che esperienze ha avuto? Che vita aveva?

La curiosità di immaginare un’altra persona indossare quel capo potrebbe suscitare nuove e piacevoli emozioni, che magari, un altro tipo di look potrebbe non suscitare.

Le fantasie sull’altro, sono una proiezione di parti del sé, che attualizzano desideri, obiettivi e ruoli desiderati.

Rimarcare la propria identità

Quando una persona si avvicina ad uno stile, ad in look, lo fa perché è alla ricerca della propria identità.

Il vintage è in grado di agevolate questo percorso di ricerca del proprio io, attraverso la creazione nella psiche della persona di nuove forme di espressione.

Se oggi infatti si vive in un contesto sociale e culturale che crea ancora più confusione, la scelta del vintage aiuta proprio a distinguersi dalla massa, ad evitare questa confusione.

Ecco quindi che tutto ciò che appartiene al passato aiuta a dare una nuova stabilità e una maggiore sicurezza per affrontare le incertezze del presente.

Migliorare la qualità del proprio armadio

Vintage vuol dire originalità ed unicità. Il che vuol dire qualità. Grazie ad un capo vecchio di una vita, magati in voga molti anni or sono, è raro se non impossibile inciampare in paralleli, tarocchi e fake, tipici invece dei capi appartenenti ai più comuni brand diffusi oggi.

Ecco quindi che avrai sicuramente accesso a pezzi di qualità, artigianalità, autenticità: la garanzia di un pregio che passa dall’oggetto alla persona, fornendo una sorta di attestato di valore.

Tutta questione di unicità

Il capo vintage è un capo unico, è un indumento che dà fascino, eleganza, qualità e presenza evitando che la persona possa ritrovarsi vestita in modo uguale ad un’altra.

Sentirsi quindi unici, singolari, sarà l’apice del raggiungimento di autostima e sicurezza, due componenti psicologiche queste che oggi non possono in alcun modo essere prese sottogamba.

Il tutto considerando che ogni capo ed accessorio porta con sé i tratti iconici di un periodo della moda e della società, ed ha un valore inimitabile acquisito proprio dal tempo passato.

Ecco dunque che il vintage consente di creare il giusto connubio tra originalità, eccentricità, e sicurezza di chi sfida le convenzioni e va controcorrente.

Ma non solo capi d’abbigliamento, il vintage si esprime anche con complementi d’arredo che hanno fatto la storia del passato, oggetti quasi da collezione, come ad esempio dischi vinili rari, computer anni ’70 anni ’80 ben tenuti, antichi orologi da parete di design, macchine da scrivere, televisori (chi può dimenticarsi il buon caro vecchio Brionvega), eccetera.

Viene da sé per chi ama il look vintage, considerare questo non solo un modo di piacersi, ma proprio un modo di vivere.

In un contesto così particolare come quello di oggi, fatto di consumismo, spreco e soldi buttati al vento, il vintage è un modo come un altro per vestire e apparire spendendo poco, ma sfoggiando ugualmente raffinatezza, originalità, qualità e consistenza.

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Redazione Infocilento

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