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Montecorice, revoca assessori: “atto ignobile, sleale e a tradimento”

Trascorsi alcuni giorni dalla decisione del sindaco di Montecorice, Pierpaolo Piccirilli, di revocare le deleghe ai suoi assessori, arriva la replica degli ormai ex membri della giunta, Pasquale Tarallo e Filomena Lamanna che rendono nota la loro verità sulla vicenda attraverso una lettera di seguito pubblicata:

Come ormai è di dominio pubblico a Montecorice il sindaco Pierpaolo Piccirilli ha revocato i due assessori che insieme a lui componevano la Giunta. I due assessori siamo io, che ricoprivo anche la carica di vicesindaco e l’assessora esterna dottoressa Filomena Lamanna.
E’ risaputo che la legge prevede che il Sindaco nomini gli assessori sulla base di un rapporto di fiducia e che su questa stessa base ,qualora venga meno, può revocarli.
Per questo motivo l’atto di revoca poteva consistere in una sola frase : “essendo venuto meno il rapporto di fiducia revoco i due assessori”.
Invece il sindaco ha imbastito un vero processo, incentrato su un solo punto (peraltro tutto montato ad arte) e aggiungendo un’accusa di cui dovrà rispondere nelle sedi opportune ( “tale incresciosa situazione … nonché il comportamento non collaborativo tenuto dai medesimi assessori per il superamento dell’ostacolo, inducono a ritenere che gli stessi stiano anteponendo ALTRI INTERESSI a quello pubblico in quanto il perdurare dell’assessorato, di fatto, sta concretizzando il rischio per il Comune di perdere i finanziamenti pubblico e privato” il maiuscolo è mio); a questa accusa si aggiunge una valutazione politica del tutto pretestuosa e infondata oltre che alla totale mancanza di motivazioni giuridico/amministrative peraltro mai cercate né richieste ufficialmente.
Insomma io e l’Assessora Lamanna saremmo responsabili del rischio, mantenendo il nostro assessorato, di far perdere il finanziamento pubblico-privato! Questo oltre ad essere falso rappresenta il capovolgimento della verità e dei fatti.
E quali sono i FATTI?
Nell’ambito del PSR Campania 2014-2020 ci sono state 2 misure e i relativi bandi :
Misura 7.6.1 (Riqualificazione del patrimonio architettonico dei borghi rurali,nonché sensibilizzazione ambientale) Operazione B ( Riqualificazione del patrimonio architettonico dei borghi rurali)- Intervento 1 ( Progetto collettivo di sviluppo rurale)
Misura 6 Sottomisura 6.4 Tipologia di intervento 6.4.2 (Creazione e sviluppo di attività extragricole nelle aree rurali)
Questi due progetti per quanto ‘collegati’ (nel senso che il finanziamento delle attività private sono la condizione del finanziamento del Progetto pubblico -e non viceversa- hanno due iter e procedimenti distinti e separati : la Misura 7.6.1 prevede che il Progetto Pubblico sia elaborato e approvato in ambito comunale da parte degli organi competenti mentre la Misura 6.4.2 prevede la presentazione previo avviso pubblico e manifestazione di interesse di richieste di finanziamento di attività private extragricole nelle aree rurali, la cui istruttoria, graduatoria e ammissione al finanziamento compete completamente ed esclusivamente alla Regione.
Dopo la manifestazione di interesse, di competenza del RUP ( Responsabile Unico del Procedimento), ci sono state varie adesioni, ma alla fine, senza escludere nessuno e per motivi personali, sono rimaste solo 3 richieste : la mia, della cognata dell’assessora Lamanna e di un altro privato e sono state tutte e 3 ammesse a finanziamento. Il terzo privato una volta ammesso a finanziamento ha ritirato la sua richiesta il che significa che se non ci fossero state le altre due richieste ( quelle ‘incriminate’) si sarebbe perso il finanziamento pubblico. Quindi al contrario di quanto si fa credere il finanziamento pubblico si ha solo grazie alla presenza di queste due richieste e non il contrario!
Quando è stata portata in Giunta l’approvazione del Progetto definitivo- esecutivo Pubblico, dopo aver fatto anche un passaggio in consiglio comunale, alla domanda della segretaria di allora se c’erano motivi di astensione da parte di componenti della Giunta io e Lamanna chiedemmo alla segretaria e al sindaco se in questo caso avevamo un obbligo di astenerci ed entrambi ci risposero in maniera rassicurante per cui partecipammo alla seduta approvando il Progetto pubblico pienamente convinti, per i motivi esposti prima, che non sussisteva nessun nostro interesse in merito in quanto la parte privata non è mai stata oggetto di nessun passaggio e approvazione non solo degli organi politici ma neanche da parte degli uffici tecnici.
Com’è che allora e per iniziativa di chi si è aperto il procedimento penale?
E’ successo che il RUP del Progetto dopo aver espresso parere favorevole all’approvazione del progetto stesso si è recata in Questura per denunciare la nostra partecipazione all’approvazione in Giunta del Progetto pubblico definitivo- esecutivo in questione per cui io e l’assessora Lamanna ci troviamo sottoposti a procedimento penale verso il quale nutriamo, per i fatti e i motivi finora esposti, la più completa fiducia di essere assolti.
Tornando all’ atto di revoca del sindaco nel quale ci si incolpa di non esserci voluti dimettere e che in caso di astensione non avremmo consentito ,con la nostra assenza, l’approvazione del progetto con la conseguenza di far perdere il finanziamento pubblico facciamo rilevare quanto segue:
Come assessori abbiamo solo l’obbligo di astenerci, non di dimetterci. E l’astensione non è dovuta a un nostro reale conflitto di interesse ( che in questo caso è solo potenziale e tutto da dimostrare) ma è dettata da una scelta prudenziale e rispettosa di opportunità visto che c’è in corso un procedimento penale nei nostri confronti ( mentre chi ci ha denunciato continua ad essere RUP e continua a sostenere che ci debba essere un passaggio in giunta).
A noi sembra abnorme ed assurdo e del tutto sproporzionato che per un solo atto di Giunta ci si debba dimettere o si debba essere revocati aprendo di fatto una frattura in maggioranza e una crisi politica. Sindaco e segretaria dovrebbero essere in grado di sapere come si fa e si procede in un caso come questo perché negli iter e procedure amministrative non può esistere un ‘vuoto’ e non può essere che per un solo atto si cambia la Giunta e si apre una crisi politica dalle conseguenze imprevedibili.
Il sindaco dopo aver detto in continuazione di non sapere cosa e come fare, la sera precedente nella riunione di maggioranza tenutasi dopo il consiglio che ha votato con la maggioranza compatta il bilancio ( cosa di cui lo stesso sindaco si è compiaciuto) si era impegnato ad andare l’indomani, cioè ieri, dal Prefetto e da un avvocato per porre la questione e verificare la possibilità della nomina di un commissario ad acta, che è generalmente il rimedio per superare la cosiddetta ‘paralisi funzionale’ di un organo deliberante per l’astensione obbligatoria della maggioranza dei suoi componenti e invece, in maniera sleale e a tradimento, nella mattinata di ieri ha fatto notificare dal comando dei vigili(senza avvisarci prima personalmente) il decreto di revoca, segno che l’atto era maturato e pronto da tempo. Tant’è che al consiglio c’erano spettatori già informati che non hanno avuto modo di godersi lo spettacolo annunciato.
Tutta questa storia, i suoi tempi e i suoi modi, dimostrano che c’è stata una vera trama pensata e ordita a lungo per disfarsi di una Giunta che è potuta sicuramente essere scomoda ma che prima di tutto è sempre leale fino all’ultimo.
Il progetto in questione risale al 2017 e ancora non ha trovato la sua definizione tardandone colpevolmente la trasmissione ,come più volte richiesto dalla stessa Regione, con grave danno per l’interesse sia pubblico che dei privati ( che non sono rappresentati solo dalle due pratiche che riguardano le attività economiche) e la stessa prescrizione della Soprintendenza ( oggetto e motivo della ‘riapprovazione del progetto in Giunta) è arrivata da almeno 1 anno. Del resto neanche la giunta è mai stata convocata ufficialmente né le nostre astansioni verbalizzate.
Anche a questo proposito va chiarito che la competenza della Giunta per il recepimento e l’accoglimento (obbligatorio e non discrezionale) della prescrizione della Soprintendenza, peraltro banale e irrisoria in quanto impone, in una frazione del Comune, la riutilizzazione e non la sostituzione (come era previsto) delle pietre della pavimentazione rimossa (cosa che ha comportato la modifica di poche tavole senza nessuna variazione sostanziale del progetto e del suo quadro economico) è stata proposta/imposta dal RUP e condivisa da segretaria e sindaco mentre la competenza era ed è , per noi e per gli amministratori, tecnci e segretari con cui ci siamo confrontati, senza ombra di dubbio dello stesso RUP.
La proposta di ‘riapprovazione’ ( sì, riapprovazione! perché il progetto definitivo -esecutivo era stato già approvato in Giunta, anche da sindaco) per il solo accoglimento della prescrizione della Soprintendenza ( ripeto : obbligatorio e non discrezionale, di carattere tecnico non sostanziale) è di sicura e stretta competenza dell’organo tecnico e non dell’organo politico- amministrativo! D’altronde a Montecorice per mandare avanti i lavori pubblici dalla Giunta passano tutti i tipi di progetto dagli esecutivi alle stesse varianti in corso d’opera che in questo decreto si mostra di sapere che è di sicura competenza tecnica, perché il sindaco non rimuove chi si rifiuta o di fatto non approva la variante in corso d’opera di un lavoro?!
Come si vede c’è stata una voluta e studiata distorsione e una intenzionale ignoranza del giusto e corretto procedimento come è stato intenzionale la scelta dei tempi: dopo più di 1 anno di inerzia si propone di portare in Giunta una decisione nell’imminenza della scadenza della trasmissione del progetto regolarmente approvato alla Regione che l’aveva più volte richiesta. E i responsabili del rischio di perdere il finanziamento saremmo noi due assessori?!
L’atto di revoca si basa su questo unico punto, costruito ad arte, nell’intento di toglierci di mezzo e farsi una Giunta di comodo. Quale sfiducia potrebbe diversamente imputarci il sindaco se abbiamo sempre approvato tutto in Giunta e io, come vicesindaco e consigliere comunale, in Consiglio Comunale?! Se abbiamo sempre cooperato lealmente e costruttivamente?! E al sindaco non è bastato sfiduciarci e revocarci ma ha voluto infangarci presentandoci come dediti al nostro interesse e a non meglio precisati ‘altri interessi’; e pensi il sindaco cosa ha potuto pensare di noi chi legge notizia e motivazioni addotte su giornali e in rete, soprattutto chi non ci conosce. Per fortuna nel nostro piccolo comune e nei paesi vicini e chiunque ci conosce, amministratori locali compresi, sa chi siamo e sa della nostra dirittura morale e del nostro disinteressato impegno, animato dal perseguimento del solo interesse pubblico. Anche nel privato la nostra vita è ineccepibile. Abbiamo una Famiglia e lavoriamo sodo per guadagnarci da vivere.
La sfiducia non può riguardare le normali diversità di vedute che rientrano nella normale dialettica politica degli organi democratici e certamente noi come assessori siamo stati sempre leali ma certamente non siamo accondiscendenti, “tocula capo”, a prescindere e per questo siamo sicuramente scomodi perché non abbiamo mai mancato di rappresentare lealmente e sinceramente le tante cose che non vanno e i problemi che ci portiamo appresso ancora oggi e su cui il sindaco glissa o da tempo non sa dire altro che “ non so cosa fare”, “cosa ci posso fare”, “non so decidere” etc. sì, queste le frasi abituali del nostro sindaco che avrebbero meritato, da tempo la nostra sfiducia nei suoi confronti anche per la sua latitanza e mancanza di decisioni, ma la legge assegna a lui il potere di nominare e revocare- sfiduciare gli assessori e non il contrario ( una volta gli assessori, eletti dal consiglio comunale, erano irrevocabili). Ha revocato e rimosso noi due assessori ma perché non prende provvedimenti per chi è responsabile per i ritardi e le inerzie ed omissioni nei lavori pubblici ? Perché non prende provvedimenti se la Commissione edilizia non viene convocata da almeno 10 mesi e non esamina le pratiche dei cittadini? Perché ancora da anni non vengono riscossi gli oneri di urbanizzazione e di costruzione dovuti per alcuni progetti convenzionati? Chi è l’ostacolo, quello vero, all’azione amministrativa di questo comune è e sarà sempre il sindaco.
E questo solo per limitarci ai problemi interni, potremmo continuare ma per questo ci saranno momenti e sedi opportune per dirlo.
Ieri il sindaco ha avuto e trovato quel coraggio di sfiduciarci, quel coraggio che per un senso di lealtà nei suoi confronti e di responsabilità verso l’interesse pubblico che ci ha spinto a candidarci non abbiamo saputo avere e trovare noi per sfiduciarlo come ci ha chiesto fino ad oggi buona parte dei cittadini e gran parte del nostro stesso elettorato. Tanto più che il suo sport preferito è sempre stato quello di addossare su di noi e sul vicesindaco in particolare colpe e responsabilità di ciò che non va, colpe e responsabilità che generalmente appartengono a chi è il massimo responsabile, e cioè al sindaco. Noi abbiamo rappresentato, all’interno e all’esterno, più di lui, l’immagine pubblica del Comune e siamo stati quelli che nel lungo periodo dell’emergenza Covid siamo stati presenti ed operativi a differenza del sindaco che al contrario degli altri Sindaci che erano sulla breccia, è stato completamente latitante e assente, anche dalla stessa sede comunale. Una mancanza di Umanità infinita. È fuggito a gambe elevate quando ha saputo della possibile positività di Filomena e mi/ci ha lasciati soli nella casa comunale. Ora ha trovato finalmente il ‘coraggio’ di farci fuori: verrebbe da chiederci da dove gli sia venuto finalmente questo coraggio e il tempo ci dirà anche questo e lo capiremo. E lui, che dovrebbe rappresentare e tutelare il buon nome dell’Amministrazione e della nostra Comunità, come farebbe un buon Padre di Famiglia, nel suo atto afferma che la vicenda legata a questo unico atto “sta danneggiando l’immagine dell’Ente” , non ha esitato ,però, per i suoi meschini calcoli politici, a infangare il buon nome e l’immagine della nostra Amministrazione, del nostro Comune e della nostra Comunità. Se qualcuno deve dare le dimissioni quello è il sindaco.
Al sindaco diciamo che cerchi altrove chi coltiva propri e/o altri interessi e il primo a saperlo, dove e chi, è proprio lui.
In bocca al lupo a chi farà parte della nuova giunta. Noi continueremo la nostra strada a testa alta, in modo trasparente a disposizione dei cittadini, di tutti i cittadini del nostro amato comune.
F. To
Avv. Pasquale tarallo
Dott.sa Filomena Lamanna

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Ernesto Rocco

Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013. Nel 2005, fonda il portale InfoAgropoli (divenuto poi InfoCilento), di cui è caporedattore. Dal 2012 è collaboratore de "Il Mattino" e dell'agenzia di stampa Mediapress. Si occupa dell'organizzazione e della gestione di uffici stampa con lo studio di comunicazione Qwerty. Conduce programmi radio e tv sui canali di InfoCilento ed è opinionista in alcune televisioni locali.

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