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Novi Velia, mr. Sirignano: “Stop ai campionati, riprendere falserebbe tutto”

Il tecnico del Novi Velia, formazione iscritta in Seconda Categoria: "Ognuno guarda al proprio orticello, pensiamo alla prossima stagione"

Lo sport si è fermato in Italia da ormai oltre un mese e mezzo. Tanti restano i dubbi legati alla ripartenza sia in ambito professionistico, che in quello dilettantistico. Abbiamo raggiunto, per tastare il polso della situazione nel nostro territorio, Massimo Sirignano, ex calciatore della Gelbison, da due anni alla guida del Novi Velia. La società cilentana ha disputato, sino allo stop delle attività agonistiche, il torneo di Seconda Categoria.

Lo sport in Italia si è fermato ormai da inizio marzo. Che campionato è stato quello del Novi Velia?

La nostra squadra a dir la verità, era una formazione che doveva militare in Terza Categoria. Ho premuto per fari disputare, invece, al Novi Velia il campionato di Seconda, per cercare maggiore competizione e stimoli per i ragazzi. Siamo un gruppo giovane e tanti hanno fatto esperienza. Il livello del torneo è stato medio alto, a mio avviso, ci sta avere faticato a trovare continuità di risultati.

Come avete metabolizzato la sospensione della stagione? Il Novi Velia si è continuato ad allenare?

Noi del Novi Velia ci siamo fermati sin da subito, in pratica. Già dalla settimana precedente alla sospensione non eravamo scesi in campo. Dovevamo giocare contro il Lentiscosa, ma loro ebbero qualche problemino con il virus, a quanto pare, e la gara fu rimandata. Noi abbiamo indicato nulla ai ragazzi, allenarci da casa era comunque complicato e non so quanto utile. Con me hanno concordato il presidente Sansone e il direttore sportivo De Marco.

In questo periodo la confusione sulla ripartenza o sullo stop definitivo è alta. Cosa pensa Massimo Sirignano in merito?

Il mio pensiero sulla ripartenza è molto critico. Senza contare che qualsiasi campionato sarebbe falsato, a mio avviso, dal punto di vista sportivo. Nessuno accetta, nonostante il momento che stiamo vivendo, il responso che si è avuto dopo il 75% circa di campionato. In tanti tornei i giochi erano in grossa parte già fatti…sembra che ognuno tiri acqua al proprio mulino. Le istituzioni stanno prendendo tempo, per cercare di ripartire ma credo sarà difficile farlo. Il verdetto del campo, se pur non definitivo, va accettato, sarebbe un fallimento annullare la stagione.

Meglio pensare alla prossima stagione in sintesi?

Si, inutile cercare di tornare in campo subito, sarebbe più saggio pensare al futuro. Il problema della ripartenza ci sarà anche nella prossima stagione, sia tra i professionisti, ma soprattutto nei dilettanti. Non ci sono campi e strutture che permettono di tornare a giocare nel rispetto di regole e protocolli. Diamo i meriti a chi era in testa e pensiamo alla prossima stagione. Ripartire falserebbe comunque i tornei, per situazioni molteplici. Dallo stato di forma, agli infortunati ad altre variabili che dopo mesi di stop sono completamente mutati. Tutti siamo rammaricati di quanto accaduto, ma tanti pensano al proprio orticello, cercando di ribaltare un piazzamento effimero a se stesso.

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