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Dalla Cina 1120 mascherine per Capaccio Paestum

Mascherine per la città dei Templi. A donarle David Li Wei, presidente dell’Accademia dell’Opera di Pechino

Nei giorni di Pasqua, il comune di Capaccio Paestum ha ricevuto ben 1120 mascherine. Il gradito omaggio arriva direttamente dalla Cina e porta la firma del regista teatrale David Li Wei, presidente dell’Accademia dell’Opera di Pechino. «Gli amici si vedono nel momento del bisogno – ha detto – e da parte mia era necessario questo aiuto nei confronti dell’Italia e del Cilento». Li Wei da diversi anni lavora in Italia, partecipando a numerosi festival di musica classica. In patria detiene un particolarissimo primato: è il regista teatrale cinese che più di chiunque altro ha messo in scena opere italiane, diventando famoso in tutto il mondo come riferimento nel campo.

Per tre anni, dal 2017 al 2019, è stato nel Cilento dove ha organizzato delle giornate di studio con ragazzi provenienti dai principali conservatori cinesi i quali, nel mese di luglio, hanno soggiornato presso il convento di Sant’Antonio in quel di Capaccio Paestum dove hanno imparato la lingua e numerosi brani tratti dalla sterminata tradizione dell’Opera italiana. Quelle lezioni hanno portato i giovani studenti ad esibirsi durante tre edizioni del Festival Cilento Classica, durante il quale sono state messe in scena opere come la Boheme e il Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, ma anche serate con esibizioni di una eccelsa selezione di arie.

«Ogni qualvolta sono stato in Italia e in particolare nel Cilento – dice il regista – sono stato trattato come uno di famiglia ed ho sempre incontrato persone disposte a credere in un progetto, in parte divenuto realtà. Stiamo vivendo un periodo molto difficile per tutti – aggiunge – sia noi cinesi che i miei fratelli italiani e dunque dobbiamo stare vicini affinché tutto finisca presto. Donare le mascherine è un gesto per ringraziare i cilentani, ma anche un simbolo di speranza per il futuro affinché un giorno si possa tornare a lavorare nel Cilento e per il Cilento. Lo scambio culturale tra Italia è Cina è importantissimo – spiega – perché qui è nata l’Opera, qui sono nate le arie che noi studiamo e amiamo, qui sono nati i più grandi Maestri di tutti i tempi. Anche per quest’anno avevamo grandi progetti, ma purtroppo le tragiche vicende di questi giorni non permettono di realizzarli. Essi sono soltanto rimandati – conclude – tra un anno ci faremo trovare pronti».

A fare da portavoce al regista David Li Wei è il tenore cilentano Diego Fortunato, direttore del Festival Cilento Classica, colui che lo ha portato nel Cilento e che ideato la rassegna musicale: «Il contatto col maestro Li Wei è costante – dice – e un paio di settimane fa ci siamo sentiti per discutere dei soliti progetti e ovviamente abbiamo discusso dell’emergenza sanitaria. Mi ha espresso il desiderio di voler fare qualcosa per aiutare il nostro Paese e, nello specifico, il comune di Capaccio Paestum che da tre anni ci ospita. Il pensiero – le parole dell’artista cilentano – è andato alla penuria di mascherine e alla difficoltà che cittadini e operatori sanitari hanno nel trovarle. David non ha perso tempo e nel giro di qualche giorno il pacco era pronto a partire per l’Italia. Quasi per uno strano scherzo del destino – ragiona – i presidi sono arrivati nei giorni di festa per la nostra comunità, Ho voluto leggere questa cosa come un segno, come speranza di rinascita. La strada per tornare alla normalità è ancora lunga – prosegue – ma vediamo una luce in fondo al tunnel e grazie alla vicinanza dei fratelli cinesi, ci sentiamo più forti e abbiamo un’arma in più per resistere».

Nelle idee di Wei e di Fortunato, vi è la nascita di una scuola permanente per cinesi e italiani da fondare nel Cilento. «Così facendo possono nascere e essere coltivati nuovi talenti – ragione il regista cinese – e il territorio guadagna un presidio culturale importante. Ci sono tutti i presupposti per fare bene – chiosa – c’è solobisogno di impegno e lavoro». Gli fa eco Fortunato: «Ci impegneremo al massimo affinché questo ulteriore progetto diventi realtà. Abbiamo già individuato delle potenziali sedi, ma è ancora troppo presto per parlarne. Quando tutto sarà finito – termina il suo intervento – ci rimboccheremo le maniche e lavoreremo sodo».

Tra i sostenitori di queste idee, vi era Franco Palumbo, sindaco di Capaccio Paestum dal 2017 e scomparso prematuramente lo scorso anno. David Li Wei a lui ha dedicato l’edizione 2019 del Festival e il dono delle mascherine.

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