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Coronavirus: Angelo Iannuzzi e la sua pizzeria a Vallo della Lucania

La quarantena di uno dei volti più rappresentativi dell'enogastronomia cilentana

Abbiamo intervistato per voi i volti più rappresentativi dell’enogastronomia cilentana per farci raccontare la loro quarantena e tutto ciò che ci può essere dietro questa spiacevole situazione. Terzo appuntamento con Angelo Iannuzzi, Patron della pizzeria Non solo Pane di Vallo della Lucania.

Due locali al centro di Vallo della Lucania ed uno in prossima apertura. Non è un momento sereno per Angelo Iannuzzi del locale Non Solo Pane ma, con tanti sacrifici, prova ad essere ottimista e si confida con noi in questa intervista.

Angelo come stai affrontando questa pandemia?
«Chiuso in casa, facendo videochiamate con amici e buttando nuove idee per le riaperture dei miei locali. Inoltre passo molto tempo con la mia famiglia ed è bello perché erano 6 anni che non riuscivamo a mangiare insieme».

Come stai impiegando il tuo tempo libero?
«Sto leggendo molti articoli sul web, guardo la tv, gioco alla play station, butto nuove idee e sperimento nuove ricette per la riapertura. Cerco di far passare il tempo più velocemente possibile».

Quale è stata la prima cosa che hai pensato quando hai dovuto chiudere dall’oggi al domani?
«Speriamo di riuscire ad aprire il prima possibile. Purtroppo le spese sono tante. Abbiamo fatto di recente investimenti importanti, una prossima nuova apertura al centro di Vallo della Lucania, è molto avvilente. Fortunatamente abbiamo fornitori amici, tipo Perrella, che ci sta vicino e ci aiuta in questo momento di bisogno».

Non solo in termini economici, ma in generale, quanti danni pensi stia subendo la tua attività?
«Io penso tantissimi. Anche se io ho una teoria: quando tutto sarà finito la gente avrà voglia di uscire e di spendere. Di andare a mangiare bene e fuori. Non credo ci sarà più tanta aggregazione ma spero si riprenderà a lavorare bene».

Che valori stiamo riscoprendo?
«I valori della famiglia, dello scrivere, del cucinare. Io prima facevo il cuoco ed avevo dimenticato quanto fosse bello cucinare. Sicuramente il valore più importante resta la famiglia, lo stare insieme a loro».

E cosa stai cucinando di buono in questi giorni?
«Ho fatto le zeppole, i bon bon, stiamo facendo un sacco di video ricette per la nostra pagina social, per stare vicino a tutte le persone che stanno a casa. Pizza, pizze fritte, chi più ne ha più ne metta».

Cosa sarà prima cosa che farai quando si potrà uscire di nuovo?
Aprirò il mio locale, mi siederò al centro del locale e resterò lì fermo un’ora con la musica alta. Non vedo l’ora di tornare. Mi manca troppo».

Quando tutto sarà finito, che Cilento riesci ad immaginare?
«Per me il Cilento è sempre stata terra di sorrisi e penso che si ritornerà a sorridere tutti insieme dando, però, più peso al nostro territorio. Se tutto questo riesce a passare per l’estate vedo bei mesi davanti a noi. Pochi stranieri, o meglio nessuno, e tanti italiani».

Che consiglio ti senti di dire ai tuoi colleghi cilentani?
«Dobbiamo tenere duro e cercare di sopravvivere in questa situazione… soprattutto credere in quello che facciamo senza sminuire i nostri prodotti cercando di fare più gruppo. Qui, fra noi colleghi, ci si guarda sempre un po’ distanti invece dobbiamo fare più squadra e rete sul territorio»

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