Vallo di Diano, la quarantena di Casa Surace: intervista a Daniele Pugliese

Il loro video sul coronavirus ripreso in tutto il mondo: "far ridere non è per niente facile e in particolare in questi difficili momenti. Ci siamo però accorti che c’è bisogno di ridere e di leggerezza"

Tra gli abitanti in quarantena del Vallo di Diano, vi è anche Daniele Pugliese fondatore di Casa Surace. Il sodalizio artistico è molto noto su internet grazie ai video che ironizzano sulle differenze tra Nord e Sud, in diversi aspetti e diversi momento della vita quotidiana. Protagonista assoluta dei video, è Nonna Rosetta, arzilla vecchietta che impersona la tipica nonna del Sud, attenta alla cucina e alla linea del nipote fuorisede, “vittima” di pranzi luculliani quando “scende”.

Abbiamo raggiunto telefonicamente l’artista, chiuso in casa e alle prese con la scrittura dei nuovi video.

Innanzitutto tranquillizziamo i lettori, come sta Nonna Rosetta?
Sta benissimo (ride), l’abbiamo chiusa in cassaforte per preservarla. Da quando è iniziata la quarantena non fa altro che cucinare e si ferma solo per guardare la “puntata” della serie preferita.

L’ultimo video sul Coronavirus è stato tra i più visti della vostra produzione…
Ed è proprio lei la protagonista! Le sue indicazioni, con la solita ironica, giocano su un fatto terribile che sta sconvolgendo le nostre vite. La consapevolezza che sia stato ripreso dalle televisioni di tutto il Mondo e anche in Cina, dove tutto è cominciato, ci ha fatto capire che abbiamo portato un buon lavoro. Far ridere non è per niente facile e in particolare in questi difficili momenti. Ci siamo però accorti che c’è bisogno di ridere e di leggerezza.

Possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto?
Regalare sorrisi e momenti di distrazione è il nostro lavoro. Solitamente scherziamo sugli stereotipi o sulle differenze e fare ironia su una così complessa situazione ci sembrava un azzardo, ma ce l’abbiamo fatta.

Com’è cambiato il vostro lavoro?
Sotto un certo punto di vista è cambiato poco. Prima della quarantena ognuno di noi lavorava da casa e scriveva le sceneggiature dei video che poi diventavano realtà sullo schermo. A cambiare è stato il momento della registrazione delle varie scene: oggi le giriamo a casa e poi le uniamo come se stessimo sullo stesso set. Facciamo poco uso di montaggi e ciò ci ha aiutato in questo perché giriamo sempre con sfondi e ambientazioni reali.

Qual è il tenore di messaggi che ricevete ultimamente?
A volte alcuni sono strazianti. Leggiamo di ragazzi chiusi in casa o con un parente malato, di giovani studenti universitari obbligati a vivere lontani dalle proprie famiglie in un particolarissimo momento storico. Altri invece ci riempiono di orgoglio perché c’è chi ci dice che riesce a superare le difficoltà anche grazie a noi. Quei pochi minuti di evasione, in cui si ride spensieratamente, danno la forza di andare avanti e di resistere agli eventi.
In questi giorni difficili ognuno deve fare la propria parte.

Il vostro ruolo è di informare?
Certo! Lo facciamo coi video e col sorriso al fine di far arrivare meglio il messaggio. Alla luce di quanto accaduto, però, è evidente quanta superficialità ci sia stata nei giorni scorsi. La fuga di massa dalle zone rosse ha provocato una diffusione dell’epidemia ancor maggior e ci ha portati nella situazione che stiamo vivendo. Erano necessari maggiori controlli e maggior coscienza da parte di tutti. Io stesso sono rimasto a casa da solo e non vado dai miei, per evitare loro serie problematiche. Ognuno deve dare il proprio contributo alla causa.

Cambiando discorso, prossimo video?
Ci stiamo lavorando proprio in questo momento e a breve dovrebbe essere pronto. Non posso svelare nulla, ma non ci allontaniamo molto dagli ultimi pubblicati. Il nostro lavoro continua.

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Arturo Calabrese

Appassionato di giornalismo dai tempi del liceo, si occupa di cultura ed eventi, non disdegnando la cronaca e l'attualità. Per InfoCilento conduce programmi televisivi. È collaboratore del quotidiano "la Città", di televisioni locali e del blog #mifacciodicultura. Laureando in beni culturali impiega il poco tempo libero nel volontariato con la Fondazione Telethon

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