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Questa sera una veglia di preghiera per Simon Gautier

Il cordoglio delle comunità locali per la morte di Simon Gautier e c'è chi è pronto ad intitolargli una strada

SAPRI. Si attende l’autopsia sul corpo di Simon Gautier, il 27enne francese morto dopo essere precipitato in un dirupo nel Comune di San Giovanni a Piro (leggi qui). La salma si trova presso l’obitorio dell’ospedale di Sapri dove è avvenuto il riconoscimento da parte del papà e il primo esame esterno del corpo. La Tac e gli ulteriori esami cui è stato sottoposto confermano che il giovane è morto poco dopo la sua richiesta d’aiuto, probabilmente a causa di un’emorragia interna. Simon Gautier aveva lasciato i sentieri convenzionali e si era spinto su un tracciato impervio dal quale è caduto in località Belvedere di Ciolandrea, ferendosi gravemente e fratturandosi le gambe.

Morte di Simon Gautier, il cordoglio delle comunità locali

Grande il cordoglio da parte delle comunità di San Giovanni a Piro e Policastro che hanno seguito con ansia le ricerche e sono rimaste sconvolte quando hanno appreso che il giovane francese era morto. Il Sindaco di Santa Marina, Giovanni Fortunato, ha annunciato la volontà di intitolare una strada a Simon Gautier, quella sulla quale si è incamminato l’ultima volta. Cordoglio anche anche a San Giovanni a Piro dove è stato indetto il lutto cittadino e da Camerota.

Sulla morte del 27enne franese è intervenuto anche Vittorio Sgarbi, il parlamentare e critico d’arte, ha voluto esprimere la necessità di migliorare la tecnologia. “Il turista francese Simon Gautier morto perché caduto in un burrone si sarebbe potuto salvare se avesse avuto con se, invece che il telefonino, un localizzatore satellitare – ha detto – Sono stato nei giorni scorsi in Eritrea, e il mio addetto stampa, in previsione di escursioni in posti non facilmente accessibili e con difficoltà di collegamento con le tradizionali linee telefoniche, ha portato con sé (cosa che dovrebbero avere comunque tutti quelli che fanno escursionismo con un certo grado di pericolosità) un apparecchio simile a un telefono che, oltre a consentire una rilevazione continua della posizione (con un margine di errore di 1 metro) e di tenere informate, con sms ed email, le persone a cui vuoi far sapere dove sei, la possibilità di lanciare, in caso di emergenza, e in tempo reale, un SOS ad un centro di gestione dei soccorsi. semplicemente premendo un pulsante. Questo rilevatore e trasmettitore satellitare, prodotto da una ditta americana, costa all’incirca 800 euro, mentre il servizio per la gestione del soccorso e la gestione delle comunicazioni sms ed email (sempre venduto da questa società americana) costa 500 euro per un mese, un periodo sufficiente a coprire la durata di un viaggio: totale 1.300 euro, nulla in confronto a una vita umana, ma tanto perché possano comprarlo tutti senza dover spendere più del viaggio”.
“Ecco, la vicenda di Gautier propone, sullo sfondo di una tragedia, il problema della tecnologia e dei suoi costi, sopratutto quando si tratta della vita umana. Certi strumenti e certi servizi che servono a salvaguardare le nostre vite e a prestare soccorso agli altri, dovrebbero essere facilmente accessibili a tutti”, ha concluso Sgarbi.

Morte di Simon Gautier, le polemiche sulle ricerche

Proprio sull’assenza di adeguata tecnologia si sono soffermati i media francesi che hanno criticato l’Italia anche per le modalità con cui sono avvenute le ricerche.

Infatti in Italia le Centrali Operative 118 siano ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d’emergenza, pur previsto dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 2009. Inoltre in Italia non è ancora disponibile il sistema tecnologico Advanced Mobile Location (AML), grazie al quale, pure in assenza di rete internet, dallo smartphone di chi richieda il soccorso parte immediatamente un sms al 112 che comunica le coordinate GPS corrispondenti esattamente al punto in cui si trova la vittima.

Le ricerche

Ma come sono avvenute le tanto contestate ricerche? Dopo la chiamata lambulanza del 118 Basilicata è partita da Lagonegro (Potenza), verso la costa Tirrenica, un’ora e quaranta minuti dopo il primo contatto con Simon Gautier, come ha spiegato all’ANSA il direttore delle postazioni del 118 Basilicata, Serafino Rizzo. Rizzo ha precisato che sono stati i Carabinieri di Lagonegro a ricevere – alle ore 9 circa – la prima telefonata del giovane escursionista, trasferendola poi al 118 lucano, che non dispone di un servizio di geolocalizzazione (fornito dalle forze dell’ordine, quando necessario). Dopo una breve interlocuzione, il 118 lucano ha contattato i colleghi di Vallo della Lucania, per avviare i soccorsi in collaborazione con i Vigili del Fuoco e con il Soccorso Alpino. Nel frattempo il cellulare di Gautier è stato fatto ripetutamente squillare, senza alcun esito. Si è deciso quindi di inviare anche un sms su quel cellulare: se fosse stato aperto, i soccorritori avrebbero ottenuto una posizione più precisa. Il 118 della Basilicata ha ricevuto la geolocalizzazione della prima telefonata di Gautier dal Soccorso Alpino alle ore 10.30 circa: si trattava di un’ampia area nella zona di Maratea (Potenza), dove sono state inviate alle ore 10.43 una prima ambulanza e un’auto dei carabinieri, senza però trovare alcuna traccia dell’escursionista. Da questo momento in poi le ricerche sono state estese verso nord, nel golfo di Policastro. A chiarire meglio la vicenda sarà l’indagine della Procura di Vallo della Lucania.

Intanto questa sera, alle ore 22, presso il Santuario della Madonna di Pietrasanta, è previsto un momento di preghiera per Simon Gautier.

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