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Ndrangheta nel Vallo di Diano: condannati tre salesi

L'operazione Frontiera scattò nel 2016 e coinvolse 58 persone

Si è chiuso ieri il processo di primo grado nato dall’operazione “Frontiera” che nel 2016 aveva fatto finire in manette tra Campania e Calabria decine di persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata allo spaccio di stupefacenti ed all’estorsione.

Tra gli imputati anche 4 persone di Sala Consilina, 3 delle quali condannate ieri dai giudici del Tribunale di Paola ad una pena complessiva di poco superiore ai 43 anni di carcere: Vito Gallo 26 anni e 8 mesi, Cono Gallo 10 anni, Enzo Casale 6 anni e 8 mesi. Fabrizio Vitale invece è stato assolto.

Gli arresti, 58, erano stati compiuti nel mese di luglio del 2016 al termine di una articolata indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia contro il clan della ndrangheta Muto. Dalle indagini era emerso il tentativo di radicarsi nel Diano attraverso lo spaccio di droga e l’attività estorsiva ai danni di attività commerciali.

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