CilentoCronaca

Attentati in Sri Lanka, la testimonianza di una cilentana

Chiusi in albergo per il coprifuoco: siamo spaventati

La Pasqua di sangue, come è stata ribattezzata dalla stampa internazionale, ha mietuto 290 vittime, tra cui 27 stranieri, e ferito almeno 500 persone. Otto esplosioni si sono verificate nello Sri Lanka durante la mattinata di ieri, e il bilancio di morti e dispersi non è definitivo.

Il portavoce della polizia Ruwan Gunasekara, riporta ANSA, ha annunciato che sono stati arrestati tredici sospetti in relazione agli attentati, e un veicolo è stato sequestrato nella capitale, Colombo. La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia sono al lavoro per effettuare verifiche, e su Twitter hanno indicato il numero a cui rivolgersi per eventuali segnalazioni: 00390636225.

Gli attentati in Sri Lanka
Una serie di attacchi di terrorismo ha sconvolto le celebrazioni della Pasqua delle comunità cristiane in Sri Lanka alle 9 di domenica mattina – le 6 in Italia. Riporta ANSA che i primi sei attacchi si sarebbero verificati in tre hotel di lusso di Colombo e tre chiese.

Un kamikaze si sarebbe poi fatto esplodere in un edificio di Dehiwala, nella periferia della capitale, uccidendo tre poliziotti che stavano facendo una perquisizione. L’ottava esplosione, sarebbe avvenuta nel quartiere Orugodawatta, provocando la morte del solo attentatore.

Coprifuoco nella capitale Colombo
È stato revocato il coprifuoco imposto dalle autorità ieri, dalle 18 alle 6 di mattina. I negozi, si legge su TgCom, sarebbero comunque rimasti chiusi, e le strade deserte, in un clima di terrore che ha seguito gli attentati.

Il racconto della Cilentana

Giusi Bortone, medico originario di Camerota, ma residente a Parma, era atterrata ieri a Colombo. ANSA si è messa ieri in comunicazione con lei, apprendendo del coprifuoco. La dottoressa ha raccontato:

“Siamo chiusi in albergo per il coprifuoco che ci sarà fino alle 6 di domattina. Poi, una volta cessato, ci allontaneremo al più presto da Colombo. Siamo spaventati. Siamo arrivati alle 10, e mentre stavamo ritirando i bagagli un ragazzo ci ha informato delle esplosioni. Poi abbiamo visto le immagini dei TG in aeroporto.

Siamo partiti da Milano, e quando siamo arrivati all’aeroporto di Colombo non si respirava aria di terrore. Eravamo tutti tranquilli. Però le immagini che abbiamo iniziato a vedere sono state a dir poco terrificanti. E solo allora abbiamo capito la gravità della situazione. Una volta arrivati in albergo, non siamo praticamente più usciti.

Dal TG hanno annunciato un coprifuoco dalle 18 alle 6 di domani e quindi rimarremo qui. Domani secondo il nostro programma di viaggio, volevamo prendere un treno panoramico per scendere a Sud, per ora abbiamo solo pensato di allontanarci da Colombo il più presto possibile, ma con un autista privato. Ci ha anche contattato la Farnesina per avvisarci delle esplosioni, fornendoci un numero da contattare in caso di emergenza. Per il momento rimaniamo bloccati qui. Domani si vedrà”.

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