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Impianto di compostaggio a Castelnuovo, ieri sindaci a confronto

Eros Lamaida: "Non farei mai del male alla terra dove vivo"

Di:
Anais Di Stefano
Di:Anais Di Stefano
Anais Di Stefano è laureata in Lettere presso l’Università di Salerno. Attualmente è immersa negli studi filologici. Sin da piccola è stata attratta dalla carta stampata,...
Pubblicato il: 18/04/2019
Aggiornato il: 18/04/2019
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Si è tenuto, mercoledì 17 aprile, un incontro pubblico sull’opportunità di collocare un sito di compostaggio nel territorio di Castelnuovo Cilento. «La questione riguarda l’intera comunità del Parco, interessata a conoscere dimensioni e caratteristiche del sito» ̶ annota l’avv. Marcello D’Aiuto, presidente della Fondazione Alario per Elea-Velia e promotore del dibattito. Sono intervenuti Eros Lamaida, sindaco di Castelnuovo Cilento; Stefano Pisani, sindaco di Pollica; Gabriele De Marco, sindaco di Salento; Silvia Pisapia, sindaco di Casal Velino; Elvira Serra, ex vicesindaco di Agropoli; e alcuni rappresentanti del Comitato No impianto di compostaggio.

L’incontro – che doveva essere sereno e avrebbe dovuto condurre ad opinioni motivate – ha avuto esiti dissonanti. Parte del pubblico presente, tra grida e schiamazzi, ha esposto i propri dissensi, chiedendosi: perché la collocazione deve avvenire a Castelnuovo? Quali rischi comporta alla salute? Perché non siamo stati resi partecipi prima? Perché farci carico di uno smaltimento che interesserebbe l’intera area Parco? Dati i tanti quesiti – relativi anche al fatto che il sito verrebbe collocato in un’area da sempre decantata come salubre – si cercano risposte anche da parte del presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Quesiti relativi al fatto che il sito avrebbe collocazione in un’area dedita all’agricoltura, alla dieta mediterranea, al turismo sostenibile.

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D’altro canto, l’amministrazione comunale capeggiata da Lamaida, chiarisce che l’impianto verrebbe realizzato secondo norme ben precise. Un progetto che, per dimensioni e caratteristiche, rispetta la sostenibilità. Lo stesso impianto non si presenta di grandi dimensioni e renderebbe migliore lo smaltimento di raccolta differenziata, rispettando l’economia circolare. Così da limitare l’apporto di materia ed energia, minimizzare scarti e perdite. In questo modo, l’impatto ambientale non sarebbe negativo. Altresì, comporterebbe un abbattimento della tassa sui rifiuti, posti di lavoro maggiori e darebbe vita ad un’area industriale, che attualmente è ferma.

Del resto, Lamaida precisa: «Vivo a Castelnuovo Cilento e sono un medico e una persona perbene. Non farei mai del male alla terra dove vivo , ai miei cari, ai miei amici, ai miei concittadini. Non farei mai del male a nessuna persona. Il tema dei rifiuti è un tema impegnativo. Non può essere strumentalizzato per fini di bassa politica».

Tuttavia, molti quesiti restano irrisolti: «quell’asse di area è adeguato a supportare ulteriore carico? quali benefici per chi vive nelle zone limitrofe? come sarà gestito il sito?».

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