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Alfano: nuova maggioranza: revocate deleghe a Francesco e Alessia Carbone

In maggioranza i consiglieri Giuseppe Isidoro Villano e Cristoforo Colucci.

ALFANO. Con l’ampliamento della maggioranza e la revoca delle deleghe ad un assessore ed un consigliere si chiude la crisi politica ad Alfano. A farne le spese Francesco Carbone, vicesindaco e assessore delegato a Patrimonio culturale, economico, estetico ed ai rapporti con la Comunità Montana e il consigliere Alessia Carbone, con deleghe ai lavori pubblici, ambiente, manutenzione, Consac e bilancio. Entrano invece in maggioranza i consiglieri Giuseppe Isidoro Villano e Cristoforo Colucci.

Il patto con l’amministrazione comunale guidata da Elena Anna Gerardo serve a risolvere una crisi politica che rischiava di portare l’Ente al commissariamento. Secondo il primo cittadino, infatti, assessore e consigliere “dissidenti” avrebbero tramato proprio per arrivare alla sua sfiducia. Di qui l’accordo con i due esponenti della minoranza, al fine di scongiurare la crisi e rinforzare l’amministrazione. Neo consiglieri di maggioranza e sindaco hanno deciso di “Unire le forze per il bene della comunità alfanese”, come confermato nell’ultimo consiglio comunale.

Una versione dei fatti, quest’ultima, che però è contestata. Mentre il consigliere Alessia Carbone resta in silenzio, l’ormai ex vicesindaco non risparmia accuse all’amministrazione comunale, smentendo le accuse di voler arrivare al commissariamento, nonostante vi fossero le potenzialità per concretizzare a questa opportunità. Carbone, inoltre, accusa l’incoerenza della sindaca nel coinvolgere nella squadra amministrativa i due consiglieri, aspramente criticati in consiglio comunale. “Con cialtroneria, diffamazioni, supposizioni fantascientifiche prive di ogni fondamento logico e documentale, per liberarsi di una figura scomoda, si è inscenato uno spiacevole teatrino – dice Francesco Carbone facendo riferimento a quanto avvenuto nell’ultima assise comunale – Finora ho sopportato in silenzio il fatto che il carnefice dicesse d’esser vittima. Per un anno e mezzo ho sopportato atti simili non facendo sopravvalere in me la rabbia che avrebbe potuto portarmi a prendere scelte giuste… Giuste ma non utili per i concittadini! È vero, il mio lavoro ora cambia, ma continua”, conclude.

La frattura, comunque, è ormai consumata. Che vi fossero dei problemi era evidente da tempo. Il vicesindaco Carbone lo aveva fatto notare nei giorni scorsi, segnalando di non essere stato convocato alla seduta di giunta comunale del 5 aprile.

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Un commento

  1. scusatemi perchè per sfiduciare il sindaco, che come al solito è un essere superiore caduto dal cileo, bisogna ewssere vice-.sindaco o assessore a mio parere e secondo il 267/00 basta essere consigliere comunale. Non confondete le persone .

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