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Tartaruga trovata morta a Sapri: nello stomaco i dischetti del depuratore di Capaccio

La scoperta dopo l'autopsia

C’è quasi sempre l’uomo, direttamente o indirettamente, dietro la morte di una creatura marina. L’ultima conferma arriva dal Centro Ricerche tartarughe marine della Campania che ha eseguito un’autopsia su una carcassa di tartaruga caretta caretta morta a Sapri.

Ciò che è stato scoperto, purtroppo, non è una sorpresa. Nel suo corpo aveva della plastica, ben 7 dischetti di quelli che la scorsa primavera furono rinvenuti in gran parte delle coste italiane. Probabilmente si trattava di filtri dell’impianto di depurazione di Varolato, a Capaccio Paestum, che a causa di un problema finirono in mare, creando notevoli danni alle coste, al mare e alle sue creature.

“Scegliete di non usare plastica, rifiutate le cannucce al bar, scegliete le eco ricariche, i piatti in ceramica, i bicchieri di vetro e se non è possibile scegliete la carta”, dicono dal Centro per le tartarughe marine. Nel corpo della tartaruga, oltre ai 7 dischetti, sono stati rinvenuti anche altri pezzi di plastica a dimostrazione di quanto il problema sia ampio e complesso.

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