Due vini cilentani recensiti dalla prestigiosa rivista “The Wine Advocate”

Monica Larner, Responsabile per l’Italia della prestigiosissima rivista “The Wine Advocate” di Robert Parker, recensisce due vini dell'azienda Albamarina

Monica Larner, responsabile per l’Italia della più importante rivista mondiale di vino, “The Wine Advocate” e della sua versione digitale, “eRobertParker.com”, entrambe sotto l’egida di Robert Parker “autorità” per eccellenza del vino internazionale, ha recensito due vini del Cilento. Si tratta del fiano “Valmezzana” 2016, e dell’aglianico “Agriddi” 2013 entrambi prodotti dalla casa vitivinicola “Albamarina” (Centola) di Mario Notaroberto.

Robert Parker è il maggior critico internazionale di vini ed è noto nel Mondo per il certosino scrupolo con il quale seleziona i responsabili chiamati nei più disparati Paesi del Mondo a rappresentarlo e a recensire per lui i migliori vini espressi dai territori.

Particolarmente rigido il metodo di valutazione e di attribuzione del punteggio che il critico americano mutuò dal metodo di valutazione scolastica in uso negli Stati Uniti. Una scala da 50 a 100. Un vino, nella valutazione dello staff di Robert Parker, entra nella rosa dei migliori al raggiungimento degli  88 punti. Pochi vini ottengono questo importantissimo riconoscimento, di qui l’importanza del fatto che due vini cilentani abbiano superato tale punteggio.

Monica Larner ha attribuito punti 88+ al “Valmezzana” 2016 : “Da terreni rocciosi ricchi di calcare, il Cilento Fiano Valmezzana 2016 è un vino bianco straordinariamente fresco e tonico da bere con insalate o verdure grigliate. Tre quarti del vino viene affinato sui lieviti in acciaio per sei mesi e un quarto del vino viene affinato in barrique per lo stesso periodo di tempo. Grazie a dei piacevoli aromi di lime e frutta tropicale, questo vino merita un entusiastico “pollice su”. Sono state prodotte circa 7.000 bottiglie.”

Sempre la Larner ha attribuito, poi, ben 90 punti ad “Agriddi” 2013: “Questo è il vino di punta di Albamarina. L’Aglianico 2013 invecchia in grandi botti di rovere di Slavonia per due anni. Intenso concentrato di sentori di frutti a bacca nera, spezie, catrame e cuoio. Assaporo più acidità in questa annata (rispetto al caldo Aglianico Futos 2015), e di conseguenza sul finale risulta un po’ più secco e vigoroso. Sono state realizzate solo 3.500 bottiglie.”