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Campania, NurSind: piano ospedaliero tra luci ed ombre

"Si rimandano i problemi a tempi migliori"

Biagio Tomasco, segretario territoriale NurSind, interviene sul recente piano ospedaliero della Regione mettendo in risalto attraverso una nota inviata anche al Governatore Vincenzo De Luca, le criticità ma anche gli aspetti positivi dello stesso.

Punti nascita

Il sindacato mostra soddisfazione per la deroga alla chiusura dei punti nascita di Polla e Sapri ma lancia un monito: “E’ necessario che la Regione dimostri che il punto nascita in deroga si inserisce in modo organico nella rete di offerta dei Punti Nascita di I e II livello (Hub e Spoke), con una particolare attenzione alla modalità di attuazione del Sistema di trasporto in Emergenza della madre e del neonato (STAM e STEN) nell’ambito dell’area interessata ed anche, se necessario, per altre provincie limitrofe. Tutto ciò non è dato di rilevare all’interno del Piano e considerato che a giungo 2019 il Comitato Nascite Nazionale dovrà esprimersi circa il mantenimento dei punti nascita in deroga, si potrà correre il rischio di ritrovarsi senza punti nascita pubblici nella zona sud della provincia di Salerno, senza che sia garantita, contestualmente, una rete specialistica di emergenza che garantisca allo stesso tempo la madre ed il nascituro”. NurSind ricorda che in caso di chiusura dei punti nascita “l’unico soggetto in grado di intercettare, ed erogare, tale assistenza sarà quello privato, cosa vieppiù non auspicabile e tanto meno pensabile, che finirebbe con sbilanciare ancor di più l’offerta elettiva dal pubblico al privato, anziché rimodulare un sistema fortemente sperequato che oggi vede il pubblico essere meno competitivo rispetto al privato, nel mentre è lo stesso sistema pubblico che finanzia l’attività privata. Davvero un bel paradosso”.

Perplessità sui Dea di I livello

Tomasco, poi, fa un plauso al riconoscimento di tre DEA di I livello, quello di Sapri, di Sarno e quello di Polla, che si vanno ad aggiungere a quelli già esistenti di Nocera, Vallo della Lucania ed Eboli – Battipaglia – Roccadaspide. Tuttavia emerge un interrogativo: “Ora però, considerato che sempre ai sensi del D.M. 70/2015 nei DEA di I Livello debbano insistere le specialità di Medicina Interna, Chirurgia Generale, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia (se prevista per numero di parti/anno), Pediatria, Cardiologia con Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (U.T.I.C.), Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria e Urologia, e considerato che il numero totale delle UOC debba rimanere inalterato e non possa quindi aumentare, ma al contrario possa essere abbassato, ci chiediamo in che modo si voglia garantire l’eccellenza in dette UU.OO.CC. considerato che non in tutte si possa garantire la presenza di un direttore di struttura complessa. Quali saranno le attuali strutture complesse che saranno declassate per poter dar corso alla nuova impostazione e soprattutto da dove verranno tolte per poter essere assegnate ai nuovi DEA senza che si ingenerino le proteste già osservate in occasione della precedente stesura in ordine ai punti nascita?”

L’ospedale di Vallo della Lucania

Perplessità emergono anche per l’ospedale di Vallo della Lucania, per il quale “si reitera la previsione dell’istituzione della Neurologia e della Riabilitazione, oltre alla Gastroenterologia e alla neonatologia, ma ci chiediamo quando verranno veramente attivate e/o messe in grado di essere funzionali ed integrate nelle varie reti, ma soprattutto ci chiediamo con quale personale vorranno essere attivate, considerata l’oramai atavica carenza di personale che colpisce la struttura vallese. Ancora una volta non si è prevista l’individuazione di una dialisi, cosa che costringe i pazienti bisognevoli a continui spostamenti verso altri presidi, e soprattutto non si è inteso individuare l’installazione di una camera iperbarica in un territorio a forte vocazione turistico marittima, che vede lievitare la popolazione residente, nei mesi estivi, ben oltre il milione. Da potenziare, senza discussioni, il servizio di emodinamica del PO di Vallo in h 24 con l’impiego di risorse umane e tecnologiche, cosa a cui non si può più derogare”, evidenzia Biagio Tomasco.

Il sindacato, poi, sottolinea la necessità di riconoscere anche l’Umberto I di Nocera Inferiore come Dea di II livello e di considerare il Ruggi di Salerno quale plesso specialistico della Provincia.

Rete dell’emergenza

Le ultime considerazioni riguardano la rete dell’emergenza: “Con il nuovo Piano Ospedaliero si è inteso rinunciare alla costituzione dell’Agenzia Regionale dell’Emergenza, ritenendola ridondante rispetto alle singole organizzazioni in materia di emergenza urgenza che le singole aziende si erano date – ricorda Tomasco – tale impostazione non trova il nostro favore, relativamente al fatto che l’istituzione di un organismo sovraziendale ben avrebbe potuto contemperare le esigenze di riscontro immediato delle urgenze da parte della popolazione residente, anche perché la frammentazione di protocolli operativi e metodologie operative diversificate sul territorio campano, mal si addicono alle best practice oggi in uso nella maggior parte del territorio nazionale”. “Rimaniamo convinti che l’implementazione delle elisuperfici – prosegue – rimanga l’optimum per quello che è il soccorso avanzato nelle zone impervie della provincia salernitana, che risulta fortemente variegata sotto l’aspetto orogeografico. Basti pensare alle zone interne del Cilento e Vallo di Diano che, soprattutto nei periodi freddi dell’anno, risultano a volte inaccessibili se non dall’alto”.

“In definitiva il Piano Ospedaliero presentato e vidimato, presenta poche luci, ma molte ombre, e per questo motivo rimaniamo critici dinanzi ad una programmazione che si presentava fantasmagorica, su cui si favoleggiava addirittura sul modello svedese, ma che invece altro non fa che rimandare i problemi a tempi migliori, il tutto, non senza un minimo di cinismo, sulle aspettative dei cittadini della Regione Campania e più in particolare della Provincia di Salerno”, conclude Biagio Tomasco.

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Redazione Infocilento

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