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Scarichi illeciti nel fiume Solofrone: 12 aziende nei guai

Nelle acque del fiume Solofrone, al confine tra Capaccio e Agropoli, rinvenute tracce di cromo

Si è tenuta questa mattina, presso la sede della Capitaneria di Porto di Agropoli, una conferenza stampa per svelare i risultati dell’operazione Keep Solofrone Clea, portata avanti dalla Guardia Costiera di Agropoli, guidata dal tenente di vascello Giulio Cimmino, con i militari del compartimento marittimo di Salerno e coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania.

I controlli hanno permesso di scoprire sversamenti illeciti nel fiume Solofrone, al confine tra Agropoli e Capaccio Paestum, da parte di aziende site nell’area industriale di Agropoli, Cicerale ed Ogliastro Cilento.

Alla conferenza stampa presenti il il tenente Cimmino, il comandante del compartimento marittimo di Salerno, il capitano di vascello Giuseppe Menna ed il procuratore capo di Vallo della Lucania Antonio Ricci.

Nello specifico l’attività ha permesso di accertare sostanze inquinanti nel corso d’acqua: proprio la presenza di cromo in quantità maggiori a quelle previste dai limiti di legge, emersa dai campionamenti Arpac, ha fatto sì che si intensificassero i controlli. I sali di cromo presenti in acqua sono quelli contenuti nei calcestruzzi o in lavorazioni galvaniche. Le indagini hanno permesso di risalire ad alcune industrie del territorio.

21 gli opifici sotto i riflettori di cui 12 sanzionati per reati ambientali. Tra le violazioni maggiormente accertate la mancanza di vasche di raccolta delle acque di prima pioggia provenienti dai piazzali di lavorazioni, l’assenza di sistemi di smaltimento dei fanghi.

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