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Campora: suggestivo sentiero ma nel degrado, appello all’amministrazione comunale

Legambiente: necessario impegno concreto per la manutenzione

Un progetto per Campora, piccolo ed accogliente borgo nel cuore del Parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. L’iniziativa parte dal Circolo Legambiente Stella Maris di Agropoli.  “Il Paese conta 409 abitanti rispetto ai 1013 del 1961 e si sta progressivamente spopolando come quasi tutti i piccoli borghi interni del territorio del Parco – spiega il presidente Mario Salsano – Le cause principali sono rappresentate dalla mancanza di lavoro e da un sistema viario molto precario, che non consente rapidi spostamenti verso i grandi centri urbani”.

Queste difficoltà logistiche per raggiungere il Paese hanno però consentito di preservare un ambiente incontaminato e un paesaggio affascinante. Attraversando il centro di Campora, con i suoi caratteristici vicoli e dopo una rapida visita alla chiesa di San Nicola si parte per il sentiero che attraversa la vallata dei piccoli campi, il torrente Torno, il ponte medievale di San Biase, l’antico insediamento del X-XI secolo del cenobio basiliano, fino ad arrivare allo splendido Belvedere di Monticchio. Da qui è possibile ammirare il borgo di Magliano Nuovo, la cresta del Faito , il Chianiello, gli Alburni e il Gelbison. Si continua a camminare percorrendo l’antica  mulattiera a gradoni e dopo alcuni chilometri si ritorna a Campora, rimanendo estasiati  alla vista della gola del Torno, della cascata e del mulino dello scalone.

“Un itinerario di assoluto pregio dal punto di vista storico, ambientale e paesaggistico, che può essere un volano per lo sviluppo di un turismo alternativo, di nicchia”, evidenzia Salsano. Non mancano però aspetti negativi: “Abbiamo rilevato – evidenzia il presidente Legambiente – che il sentiero non solo non è segnalato adeguatamente, ma è assolutamente carente di manutenzione, con le staccionate fatiscenti, i gradoni antichi pieni di erbacce e arbusti e rifiuti di ogni speci e( plastica, bottiglie di vetri, copertoni di auto e trattori). Ma soprattutto nella parte paesaggisticamente più bella del sentiero, cioè la gola del torrente Trono, il sentiero è quasi impraticabile a causa della caduta di rami dagli alberi, per la vegetazione infestante e per la staccionata pericolante”. “Conosciamo le difficoltà economiche dei piccoli Comuni, però non possiamo rimanere inerti di fronte a un tale sfacelo”, dice Salsano. Di qui l’appello all’amministrazione comunale ad “un impegno concreto per la manutenzione del sentiero, anche chiedendo la collaborazione della Comunità montana, del Parco nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni  e delle Associazioni di volontariato e ambientaliste, per riportare all’antico splendore un angolo di territorio di inestimabile bellezza”.

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