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Castellabate: laboratorio di cittadinanza per i “100 anni dalla Grande Guerra”

Giornata all’insegna della cittadinanza attiva e della memoria storica all’Istituto Comprensivo Castellabate

Stamattina (30 novembre) nel plesso del capoluogo si è svolta la manifestazione “100 anni dalla Grande Guerra”, che ha visto come protagonisti gli alunni della Secondaria di I grado con la partecipazione degli alunni delle classi IV e V della Primaria.

«È stata l’occasione per riflettere su temi importanti, come la nostra identità di italiani, i valori su cui basiamo la nostra esistenza, cosa vuol dire essere giovani oggi e cosa poteva voler dire 100 anni fa per tanti giovani soldati che lasciarono le loro case e i loro familiari senza sapere se vi avrebbero mai fatto ritorno – spiega la dirigente scolastica Gina Amoriello – Attraverso la musica, il canto, i percorsi di lettura espressiva delle lettere inviate dal fronte, gli alunni hanno approfondito questo momento della nostra storia attraverso le testimonianze dirette di chi, suo malgrado, vi partecipò. L’evento ha rappresentato anche un momento di conoscenza, per gli alunni delle classi terminali della Primaria, rispetto alla Scuola Secondaria di I grado che li accoglierà l’anno prossimo. Una conoscenza che proseguirà attraverso le attività di continuità e gli “Open day” che i vari plessi del nostro Istituto realizzeranno, tra la metà dicembre e l’inizio di gennaio, per presentare l’offerta formativa ai genitori e ai futuri alunni».

La manifestazione svoltasi a Castellabate ha visto i ragazzi impegnati nell’esecuzione di vari brani patriottici con voce e flauto, accompagnati dal piano, ovvero “L’inno di Mameli”, “L’inno alla Gioia” in onore dell’Unione europea, “La leggenda del Piave” e “La bandiera dei tre colori”.

Il percorso di lettura si è snodato, invece, attraverso momenti molto diversi tra loro, con le prime lettere scritte da soldati appena arrivati al fronte che ancora non avevano conosciuto gli orrori della guerra, cartoline e messaggi carichi di nostalgia per gli affetti domestici, missive rivolte ai propri familiari (genitori, fidanzate, figli piccoli che si teme di non riuscire più a riabbracciare), per finire con un’intensa quanto cruda testimonianza di un militare che, combattendo a Caporetto, manifesta tutta la sua angoscia di fronte ai fatti a cui assiste ogni giorno e di cui lui stesso è parte.

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