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Fiume Sele, a breve un’ordinanza per rimuovere l’ostruzione del fiume in località Brecciale

Palumbo: con altri sindaci si pensa a un contratto di fiume per trasformare il Sele in risorsa

«È un obiettivo che stiamo portando avanti con impegno quotidiano. Sappiamo tutti che il nostro è il Comune più “vincolato” d’Italia: per portare all’esecutività un progetto bisogna superare 27 vincoli. È una realtà difficile, però  abbiamo ottenuto tutti i pareri e oggi abbiamo il progetto realizzato di concerto con il Consorzio di Bonifica di Paestum». Così il primo cittadino di Capaccio Paestum, Franco Palumbo, ai microfoni di Infocilento Web Radio (programma dalla A alla Z), risponde alle preoccupazioni del residenti della zona del Sele per la lentezza con cui sta procedendo l’iter che porterà all’inizio dei lavori per la messa in sicurezza del fiume, al fine di evitare nuove esondazioni.

«Ora il progetto definitivo è in validazione, perché per tutti i progetti superiori a 5 milioni di euro è prevista la validazione da parte di un organismo esterno al Comune. – prosegue Palumbo –  Per cui abbiamo dovuto fare una gara ed è stata individuata anche la società che validerà il progetto. Subito dopo potremo portare il progetto alla Regione, che lo sta aspettando». Il primo cittadino della Città dei Templi ha anche ricordato che il Sele non è una questione che riguarda soltanto Capaccio Paestum, ma anche altri comuni. «Abbiamo fatto un incontro con tutti i sindaci dei comuni che si affacciano sul Sele e abbia parlato anche anche di un “contratto di di fiume” per far diventare il Sele una risorsa e non considerarlo più soltanto una criticità».

Infine, per quanto riguarda i lavori che l’associazione Difesa del Territorio sta chiedendo con insistenza per limitare fin da ora il pericolo di esondazioni, il sindaco ha concluso: «Per quanto riguarda la località Brecciale sto facendo un’ordinanza, come massima autorità di protezione civile, per rimuovere l’ostruzione del fiume e quindi consentire il regolare deflusso delle acque ed evitare che ci siano altre esondazioni drammatiche come quelle che ci sono state nel passato».

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