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Castellabate, uccise la moglie: Miccoli ricorre in appello

L'uomo fu condannato in primo grado a 12 anni

CASTELLABATE. Lo scorso giugno Liberato Miccoli fu condannato dalla Corte d’Assise a 12 anni per l’omicidio della moglie, Angela Della Torre. L’uomo, rappresentato da Vincenzo Morriello e Leopoldo Catena ha presentato ricorso in appello.

Miccoli sostenne di aver spinto la moglie al termine di un litigio, senza però avere l’intenzione di ucciderla. La donna, 49 anni, cadde dalle scale riportando serie ferite che ne hanno poi determinato la morte dopo sette mesi. Inizialmente il Pm aveva chiesto 15 anni di carcere per l’assassino, poi ridotti a 12. Respinta, inoltre, la richiesta della difesa di derubricare il reato in omicidio colposo.

La tragedia

La tragedia familiare si consumò nella tarda mattinata del 20 maggio del 2015 sulle scale dell’abitazione coniugale nella frazione di San Pietro, a Castellabate. Liberato Miccoli si è sempre difeso, sostenendo la tesi di una caduta accidentale della moglie. Quando avvenne l’incidente fu lui stesso ad avvisare i soccorsi. Al momento del violento litigio non c’era in casa nessuno dei quattro figli, tre maggiorenni e un bambina. Dopo la caduta la donna fu trasferita in una clinica del beneventano dove morì in seguito ad un’infezione polmonare: “Non l’ho mai abbandonata eravamo innamorati”, disse il marito nell’udienza dello scorso marzo.

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