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“Ideali e realtà dell’epopea Sanfedista”: un incontro a Felitto

Nel convegno verrà presentata una ristampa di un'opera dell'800

L’associazione “APS Pasquale Oristanio” sabato 10 novembre alle ore 18;30 presso l’aula consiliare del Comune di Felitto (SA) organizza un importante convegno “Ideali e realtà dell’epopea Sanfedista”.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Felitto Maurizio Caronna e di Rosanna Di Stasi Presidente dell’associazione interverranno Claudio Saltarelli Pres. Ass. Id. Alta Terra di Lavoro, il Prof. Giuseppe Melchionda, il Prof. Fernando Di Mieri storico della filosofia e saggista e Fernando Riccardi giornalista e storico saggista. Modererà i lavori la Prof.ssa Giuseppina Di Stasi.

Nel convegno verrà presentato un importante testo che l’ Ass. Id. Alta di Lavoro ha di recente ristampato, in copia anastatica, l’opera scritta da Domenico Petromasi risalente al 1801, “Storia della spedizione del Cardinale Ruffo”.

E’ la prima volta che si compie un’impresa del genere: c’era già stata, infatti, in passato, qualche altra edizione della stessa opera, ma mai una ristampa anastatica, riproducente il testo nella sua versione originale.
Tale libro, che contiene un corposo ed assai circostanziato saggio introduttivo a firma dello storico Fernando Riccardi, ricostruisce, passo dopo passo e in maniera dettagliata, la straordinaria impresa che nel 1799 portò il cardinale calabrese Fabrizio Ruffo a riconquistare il Regno di Napoli, invaso dai giacobini, con la sua “armata reale e cristiana”, composta esclusivamente o quasi di volontari raccolti strada facendo sotto l’emblema della Santa Croce.

Una vicenda che la vulgata storiografica dominante non ha trattato, nel corso degli anni, con la dovuta obiettività, gettando sulla stessa una densa patina di oblio.
La preziosa cronaca di Petromasi, invece, restituisce la giusta proporzione a quegli accadimenti, che molto interessarono anche il territorio del Cilento e la stessa Calabria senza mai sconfinare nella partigianeria oppure distorcere gli eventi.

“Considerata l’importanza dell’opera, che costituisce un “unicum” a livello nazionale, considerato che “Michele Arcangelo Pezza alias Fra’ Diavolo” è stato uno dei principali protagonisti di quel tumultuoso semestre e considerato che il Cilento anche in questa vicenda ha scritto una importante pagina di storia universale è importante che i Cilentani si accostino ad una vicenda storica, quella del 1799, che ancora oggi resta assai poco conosciuta”, fanno sapere gli organizzazione.

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Un commento

  1. Il celebre “frà Diavolo”, ossia Michele Pezza, era divenuto un brigante o bandito che dir si voglia quando ancora re Ferdinando di Borbone sedeva sul suo trono e per una causa che non aveva nulla di politico: semplicemente, aveva assassinato un uomo, un anziano e rispettato maestro musica, in seguito ad un diverbio avvenuto mentre sedeva a tavola con la vittima stessa. Il suo soprannome di “frà Diavolo” derivava dal fatto che era stato un chierico che aveva gettato la tonaca alle ortiche. Questo personaggio aveva fra le sue gesta appiccato il fuoco al monastero in cui era stato ospitato, il convento dei Galdini presso san Giovanni del Fiore, provocando la morte di decine di frati, inclusi il priore ed il padre guardiano.

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