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Rutino, Comune nega accesso agli atti: vicenda all’attenzione della Procura

Noi Consumatori si rivolge a Prefetto, Difensore Civico e Tribunale

Il Comune di Rutino nega l’accesso agli atti, l’associazione Noi Consumatori si rivolge al Prefetto segnalando presunte violazioni di legge da parte del segretario comunale.
Il presidente del movimento a tutela dei cittadini, l’avvocato Giuseppe Russo, ha inviato una missiva anche al Difensore Civico della Regione Campania e alla Procura della Repubblica affinché quest’ultima valuti “se sussistono i presupposti per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio con l’aggravante dell’abuso di potere”.

La richiesta inviata dall’assocazione al Comune risale al 27 settembre scorso. Noi Consumatori chiedeva tutti gli atti del Consiglio Comunale ritenendo vi fossero violazioni della stessa democrazia nel comune cilentano. Il presidente Russo, in particolare, era pronto a mettere in discussione un fenomeno che si verifica in gran parte dei piccoli comuni italiani, quello delle liste civetta presentate in occasione delle elezioni amministrative. Nei comuni al di sotto dei tremila abitanti, laddove è possibile che vi sia un solo candidato sindaco e una sola lista civica a suo sostegno, se non si raggiunge il 50%+1 delle preferenze l’Ente viene commissariato. Per questo vi sono casi in cui un candidato sindaco predisponga anche la lista “avversaria”, spesso formata da amici, parenti o comunque soggetti che non faranno campagna elettorale e soprattutto non svolgeranno il ruolo di opposizione.

Con due liste in campo il presupposto del quorum per validare le elezioni viene meno. Così a Rutino, il sindaco Giuseppe Rotolo, all’atto della candidatura, ha predisposto anche la lista avversaria, capeggiata dal figlio Davide. Un modo per “eludere la legge” secondo l’avvocato Russo, pronto a dimostrarlo una volta avuti in mano i documenti del consiglio comunale. Ma la richiesta avanzata al segretario comunale è stata respinta. Motivo? L’assenza di motivazioni.

Ora Noi Consumatori si rivolge alle autorità chiedendo di “intervenire in merito all’illegale diniego”, ritenendo che il “Freedom Of Information Act” entrato in vigore in Italia il 23 dicembre 2016 ha abolito “la motivazione” a supporto dell’accesso generalizzato agli atti e, pertanto, “si può chiedere l’accesso sic et simpliciter da parte di qualsiasi cittadino”. Chiesto anche l’intervento del difensore civico e alla Procura della Repubblica affinché valuti eventuali violazioni di legge.

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