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Sala Consilina, assoluzione di Ferrari e De Nigris: la soddisfazione del consigliere Colucci

Nel settembre 2013 ex sindaco e funzionario non consegnarono le chiavi del Tribunale

Soddisfazione per l’assoluzione del’ex sindaco di Sala Consilina Gaetano Ferrari e del Dirigente dell’Area Tecnica del Comune, l’ing. Attilio De Nigris, da parte del consigliere comunale Giuseppe Colucci. I due erano accusati di interruzione di pubblico servizio da parte della Procura della Repubblica di Lagonegro. Nel settembre del 2013, infatti, dopo l’ufficializzazione della soppressione del Tribunale di Sala Consilina, fu disposto l’inizio delle operazioni di trasloco a Lagonegro degli uffici del tribunale, della Procura della Repubblica e dell’archivio. L’allora sindaco Ferrari rifiutò di consegnare le chiave della struttura. Una vicenda giudiziaria durata circa cinque anni e conclusasi con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

Colucci, ora, ha voluto esprimere il suo punto di vista sulla questione, dichiarandosi felice per l’esito. Questo il suo messaggio:

Sono felice per l’assoluzione di Gaetano Ferrari e di Attilio De Nigris. La giustizia trionfa sempre ed ha chiarito che non vi è stata alcuna interruzione di pubblico servizio e nulla è stato fatto per commettere un reato.
Quando ebbi notizia del rinvio a giudizio, sentii l’obbligo morale e civile di offrire la mia disponibilità a testimoniare nel processo, in qualità di Sindaco predecessore di Ferrari. Nella mia deposizione ho dichiarato che, a mia conoscenza, “né il sindaco né il dirigente dell’area tecnica hanno mai posseduto materialmente le chiavi del tribunale, ed inoltre il giorno 13/09/2013 non vi è stato alcun impedimento alle autorità costituite di accesso al Tribunale, in quanto il cancello di ingresso era aperto e nemmeno vi sono state azioni da parte di alcuno di impedimento all’accesso.” Quindi i rappresentanti dell’Autorità Giudiziaria allora presenti avrebbero potuto ben accedere all’interno del Tribunale, con l’unico fastidio di passare tra i cittadini, che legittimamente manifestavano il proprio dissenso alla soppressione del nostro Tribunale, provvedimento ingiusto, iniquo e dannoso per tutta la comunità e, peraltro, inutile per le casse dello Stato ed inefficace per la risposta di Giustizia.
Nello stesso tempo comprendo benissimo l’amarezza di un amministratore che si sente solo in queste situazioni, in quanto ho vissuto anch’io situazioni simili, quando nel 2002 ho subito ben 2 rinvii a giudizio con i conseguenti processi penali per l’avvio della raccolta differenziata.
Anzi la mia posizione era notevolmente peggiore di quella di Ferrari, sia per le pene previste in materia ambientale (Decreto Ronchi), sia perché aggravata dal fatto che un avvocato locale aveva ottenuto il mandato da circa 30 cittadini per la costituzione di parte civile nei miei confronti per il risarcimento dei danni.
Negli anni che hanno preceduto il processo ho chiesto più volte alle istituzioni locali aiuto per ottenere documenti e/o provvedimenti dall’Assessorato all’ambiente della Regione Campania, al fine di agevolarmi nella mia difesa. Purtroppo non ho avuto alcuna risposta e sono rimasto solo io e la Giustizia.
Il tempo è galantuomo ed ha dato ragione ai fatti e dopo circa 5 anni sono stato assolto con formula piena da tutti e due processi.
L’amarezza rimane, ma è colmata dalla soddisfazione di aver realizzato e avviato il progetto della raccolta differenziata, che ha portato Sala Consilina ad essere un esempio per tutta la provincia di Salerno.
Ritengo che un amministratore, nelle proprie azioni è sempre esposto a dei rischi giudiziari, ma, quando si agisce nell’interesse esclusivo della collettività, bisogna portare avanti le proprie idee sempre nel rispetto della legge e della Magistratura, che deve fare il proprio corso, ed avere fiducia nella Giustizia che, anche se con molto ritardo, arriva sempre.

Perciò nella consapevolezza che una grave ingiustizia è stata commessa a danno della Comunità di Sala Consilina e del Vallo di Diano, bisogna necessariamente riprendere le azioni per il ripristino del Tribunale e del Carcere di Sala Consilina, senza cadere nella rassegnazione, anzi bisogna reagire e continuare a lottare, per ottenere ciò che ci è stato ingiustamente tolto, e per restituire alla Comunità una legittima ed adeguata risposta di Giustizia.

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