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Gromola, la frazione che non c’è

I residenti si sentono abbandonati e chiedono più attenzione

CAPACCIO PAESTUM. L’ultima segnalazione riguarda un palo della luce in bilico lungo la strada. Ma è solo l’ultima di numerose richieste d’intervento da parte dei residenti che hanno visto cambiare le amministrazioni comunali ma non la loro contrada. Almeno non in meglio. Nelle intenzioni del suo progettista, la piazza di Gromola avrebbe dovuto essere il centro di aggregazione della contrada. Ci sono la chiesa, la scuola primaria, l’ufficio postale, la sede della protezione civile, un ufficio del Comune (aperto dall’amministrazione attuale) e, a due passi, la scuola alberghiera e il campo di calcio.Qualche bar e un negozio di alimentari. Ma di sera la piazza sarebbe deserta se non fosse per la presenza di pochi extracomunitari che trascorrono le loro giornate lavorando nei campi.

Degli ultimi giorni è anche l’ennesima denuncia di un cattivo odore di bruciato che si sente di notte. Buche lungo le strade (alcune delle quali provinciali) e scarsa manutenzione. Eppure a Gromola c’è la bufalara, ancora integra con la sua architettura caratteristica che ci parla di un periodo storico importante della Città dei Templi. Ci sono i resti del santuario di Hera Argiva e quel museo che per alcuni anni ha costituito un arricchimento del percorso archeologico e che ora è chiuso in attesa che inizino i lavori per il suo definitivo ripristino dopo l’ultima esondazione del fiume Sele.

«Pensiamo che Gromola, pur essendo una frazione rurale, abbia grandi potenzialità, anche turistiche. – afferma un residente – Purtroppo, invece, si trascina problematiche vecchie e non viene adeguatamente valorizzata».

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