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Asl e Regione intervengono sull’ospedale di Agropoli: struttura garantisce assistenza di base

Ottomila accessi da gennaio, ma c'è chi chiede più servizi

Secondo l’Asl Salerno e la Regione Campania alla popolazione di Agropoli e del suo comprensorio “è stata restituita alla popolazione la struttura ospedaliera di primo riferimento per le funzioni assistenziali di base, per la quale l’ASL ha previsto investimenti di attrezzature e dotazioni tecnologiche, alcuni dei quali sono già nella disponibilità della struttura”.

E’ quanto si legge in una nota in cui i vertici regionali e dell’azienda sanitaria replicano a chi chiede un ulteriore potenziamento del nosocomio. “Va chiarito che l’Asl Salerno, per ripristinare la struttura rimasta chiusa per quattro anni, ha disposto l’effettuazione di interventi di adeguamento e ripristino degli spazi e degli impianti, che risultavano deteriorati e depauperati a causa della lunga chiusura – si legge nella comunicazione dell’Ente regionale e dell’azienda sanitari –  Alcuni consistenti interventi strutturali, resisi necessari per le infiltrazioni di acqua che negli anni di chiusura dell’ospedale hanno danneggiato pesantemente gli spazi, sono ancora in corso; a seguire saranno attivate le sale operatorie”.

In merito alla situazione della struttura si precisa che essa è già dotata di una TAC, è prevista a breve l’installazione di un’apparecchiatura a 16 slide; è stato anche già installato un mammografo digitale di ultimissima generazione, che verrà collaudato entro il mese di settembre, al fine di assicurare anche le attività di screening del tumore del seno. “Con il DCA n.8/2018 – fanno inoltre sapere – il presidio è stato annesso al DEA di I livello di Vallo della Lucania, competente per tutte le problematiche organizzative. E’ stato definito un Protocollo Operativo con la Centrale 118, ubicata presso l’Ospedale di Vallo della Lucania, per disciplinare l’accesso del paziente al sistema di emergenza, che prevede l’invio al P.O. di Agropoli dei Codici Bianchi e Verdi. I Codici Rossi e Gialli, e i traumi – ai quali corrispondono pazienti con importanti esigenze di cura– vengono trasportati al P.O. di Vallo, o presso altri Presidi, secondo il criterio non dell’ospedale più vicino ma di quello in grado di assicurare l’assistenza più appropriata. Presso la struttura di Agropoli sono presenti al momento anche 5 posti letto per pazienti in stato vegetativo o di minima coscienza (SUAP), che dovranno essere portati a 11 posti letto al termine dei lavori di adeguamento, che come sopra precisato sono in fase di ultimazione”.

“Va ribadito, inoltre, che durante il periodo estivo, per l’incremento della popolazione, le attività del P.O. sono state potenziate”, prosegue la nota.

Nell’arco del 2018 sono stati 8.000 gli accessi. Per Regione e Asl, questa è “la conferma che la riapertura dell’ospedale è stata una scelta giusta, che ha dato una risposta alle esigenze assistenziali espresse dal territorio inserendole nella rinnovata rete ospedaliera provinciale. Persiste un problema legato alla disponibilità di personale, e del resto è noto a tutti che la nostra regione essendo in Piano di Rientro ha subito per quasi dieci anni il blocco del turn over”.

Nonostante le rassicurazioni, però, i cittadini continuano a chiedere di più.

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