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Poste a giorni alterni a giugno in tutti i Comuni: indetto lo sciopero

Provvedimento valido anche per Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Gran parte dei Comuni del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, rientrano nell’elenco di quelli in cui Poste Italiane ha disposto la consegna della posta a giorni alterni. Si tratta di Agropoli, Albanella, Alfano, Altavilla Silentina, Aquara, Ascea, Atena Lucana, Auletta, Bellosguardo, Buccino, Buonabitacolo, Caggiano, Camerota, Campora, Cannalonga, Capaccio Paestum, Casal Velino, Casalbuono, Casaletto Spartano, Caselle in Pittari, Castel San Lorenzo, Castelcivita, Castellabate, Castelnuovo Cilento, Celle di Bugheria, Centola, Ceraso, Cicerale, Controne, Corleto Monforte, Cuccaro Vetere, Felitto, Futani, Gioi, Giungano, Ispani, Laureana Cilento, Laurino, Laurito, Lustra, Magliano Vetere, Moio della Civitella, Montano Antilia, Monte San Giacomo, Montecorice, Monteforte Cilento, Montesano sulla Marcellana, Morigerati, Novi Velia, Ogliastro Cilento, Omignano, Orria, Ottati, Padula, perdifumo, Perito, Pertosa, Petina, Piaggine, Pisciotta, Polla, Pollica, Postiglione, Prignano Cilento, Roccadaspide, Roccagloriosa, Rofrano, Roscigno, Rutino, Sacco, Salento, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento, San Mauro la Bruca, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Santa Marina, Sant’Angelo a Fasanella, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano, Serramezzana, Serre, Sessa Cilento, Sicignano degli Alburni, Stella Cilento, Stio, Teggiano, Torchiara, Torraca, Torre Orsaia, Tortorella, Trentinara, Valle dell’Angelo, Vallo della Lucania e Vibonati.

In alcuni il provvedimento è già attivo, in altri scatterà a giugno. Una decisione che sta generando non poche polemiche; ultimo il caso di Vibonati. Il problema è sentito: nei vari comuni italiani dove questa si è già radicata è palese il malcontento generale. Una scelta, quindi, contestata anche da Cobas che rammenta come questa “con la terza fase di implementazione, che partirà agli inizi del prossimo mese, tutti gli uffici di recapito della nostra provincia saranno convertiti alla nuova modalità con eccezione del comune capoluogo a cui verrà imposta la nuova linea aziendale a partire dal 2019. Il tutto finalizzato alle esigenze del mercato riconducibili esclusivamente alla devastante logica del profitto, senza considerazione alcuna della condizione insopportabile con la quale dovranno quotidianamente confrontarsi i malcapitati lavoratori. E non saranno rose e fiori per nessuno”.

“Il tutto grava pesantemente anche sul personale obbligato all’espletamento della propria funzione con sproporzionato aumento del carico lavorativo, fra l’altro farcito con fastidiosissime nonché minatorie pressioni commerciali – fanno sapere dal sindacato – Inoltre, l’eccessivo ricorso all’uso del lavoro precario ed alla flessibilità operativa, strettamente correlati ai continui e sistematici tagli occupazionali (ventimila unità, circa, nell’ultima tranche), compromettono una situazione già di per sé molto pesante”.

Di qui l’annuncio di uno sciopero per il 25 maggio.

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