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Poste Italiane pronta a mantenere la sua presenza nei piccoli centri

E' emerso nel corso di un incontro con l'Uncem

Si è svolto a Roma un incontro tra Poste Italiane e l’Unione Nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti Montani (Uncem). All’incontro erano presenti Giuseppe Lasco, Responsabile Corporate Affairs di Poste Italiane, Enrico Borghi, Deputato, Antonio Di Maria, Vicepresidente vicario Uncem, e Luca Lo Bianco, Direttore scientifico della Fondazione Montagne Italia.

L’incontro, che segue quello dello scorso 16 aprile tra Poste Italiane e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, conferma il percorso intrapreso dall’Azienda nella direzione del dialogo e della condivisione con le Istituzioni e le comunità locali, in linea con i principi affermati dalla recente legge per i piccoli Comuni.

Nel corso dell’incontro Poste Italiane ha illustrato la nuova organizzazione del recapito, pensata per rispondere in maniera efficace ed economicamente sostenibile alle esigenze dei cittadini nell’era dell’e-commerce; l’Azienda ha inoltre ribadito l’impegno a valorizzare la sua rete distributiva – anche attraverso gli investimenti in tecnologia e formazione previsti dal nuovo Piano Industriale “Deliver 2022” – mantenendo la sua presenza in tutti i piccoli centri e implementando nuovi servizi a valore aggiunto, anche con l’aiuto delle nuove tecnologie digitali. Vengono così concretizzati i presupposti normativi inseriti nella legge nazionale 158/2017 sui piccoli Comuni che vede Poste impegnata per la crescita e lo sviluppo dei territori, in stretta interazione con la pubblica amministrazione e gli Enti locali.

Il confronto e la collaborazione con l’Uncem proseguiranno, anche a livello locale, con l’obiettivo di individuare le soluzioni più efficaci per migliorare la qualità dei servizi e dei prodotti offerti da Poste Italiane su tutto il territorio nazionale.

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Un commento

  1. Ma che p….ora questo gruppo di furbastri,fanno questi annunci a dimostrare che anticipano i cinque-stellati,ma che ipocrisia.
    Ma come si fà a chiudere almeno il 60% degli uffici rurali per anni e anni e minacciando di chiuderne altri ma che fanno terrorismo sociale,roba da non credere,ma lo sanno che diritto sociale e superiore a diritto economico.
    Ma dopo tutto questo i pseudo dirigenti nazionali che non sanno amministrare,mica hanno cercato di supplire con un
    servizio supplementare economico,almeno con le pensioni +un servizio con corrieri per la posta e i pacchi.
    Ma quando mai,i super stipendiati i problemi li creano mica li risolvono.
    E ora si pure vantano con questa legge invocata 40 anni fà.
    Che sc….

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