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Castellabate, polemiche sulla tassa di soggiorno. Lo Schiavo: metterà in seria difficoltà gli imprenditori

L’esito della conferenza dei capigruppo non ha soddisfatto la minoranza

CASTELLABATE. La conferenza dei capigruppo, convocata dal Sindaco Costabile Spinelli nella tarda mattina di ieri, doveva dibattere sull’istituzione ed applicazione della tassa di soggiorno nel Comune di Castellabate. L’esito non ha soddisfatto la minoranza.

“Ci aspettavamo un Amministrazione che avesse avuto una fase di concertazione con le categorie interessate a questo provvedimento – dice il consigliere Alessandro Lo Schiavo – Scopriamo invece che la tassa già esiste ed è parte integrante e sostanziale di un bilancio che a breve arriverà in consiglio comunale, che i titolari di strutture ricettive sono stati invitati, tramite un avviso sulla pagina istituzionale dell’Ente, a partecipare ad un incontro per essere semplicemente aggiornati di quello che accadrà a partire dal 1 giugno 2018”.

Secondo Lo Schiavo “Questo provvedimento metterà in seria difficoltà gli imprenditori titolari di strutture alberghiere, che hanno già chiuso i contratti con i tour operator per la stagione appena iniziata e per quella relativa al 2019, che molti soggiorni sono stati acquistati direttamente su portali e siti dedicati.”

“Sarà il Sindaco a contattare i clienti che soggiorneranno a Castellabate, invitandoli a pagare la tassa di soggiorno? Oppure saranno gli albergatori e titolari di B&B, fittacamere a pagare di tasca propria migliaia di Euro per soddisfare le esigenze di cassa dell’amministrazione comunale?”, si chiede l’esponente della minoranza. “Noi abbiamo anticipato queste oggettive preoccupazioni al Sindaco invitandolo a far decorrere dal 2019 l’applicazione di detta tassa e soprattutto abbiamo preteso che l’amministrazione comunale concerti con le associazioni maggiormente rappresentative delle strutture ricettive su come investire queste ingenti somme, evitando che diventino un bancomat che vada a soddisfare le esigenze politiche dell’assessore di turno e non quelle del turismo”, conclude.

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