Casaletto Spartano, Scannelli replica a Galatro: un soprammobile avrebbe fatto meno danni

“E’ stato accolto nella speranza che potesse dare qualcosa di concreto ma assolutamente no”

CASALETTO SPARTANO. Dopo le dimissioni del vicesindaco Enrico Galatro, arrivate non senza accuse al primo cittadino Giacomo Scannelli, è quest’ultimo ad intervenire sulla vicenda, respingendo le critiche e dando la sua versione dei fatti.

Nelle parole del sindaco una conferma: il rapporto tra i due era ormai logoro.

Questa la replica del primo cittadino:

L’ultima delle sue bravate. Come definire il personaggio: se avessi avuto un soprammobile al suo posto avrebbe fatto meno danni. Capisco che è difficile per chiunque trovarsi nel mondo della verità e non saper capire, soprattutto per chi da sempre ha vissuto le opposizioni. Infatti, le sue critiche si levano come da chi vive per snobbare, per criticare a prescindere.
E’ stato accolto nella speranza che potesse dare qualcosa di concreto ma, ahimè, assolutamente no. Nella sua incondizionata libertà di gestione delle sue scelte organizzative politiche-amministrative è stato un puro fallimento.

E’ soprattutto mancato nella verità, nascondendosi ad ogni malefatta.
A distanza di un anno, poi, ha deciso di voltare pagina, di ritornare al suo ovile, quello delle opposizioni, pensando di gestirlo dal di dentro, cercando, addirittura, con la presunzione che lo sovrasta, di “mandarmi a mare”. Infatti, ha cercato nei componenti del gruppo amministrativo aggregazione per raggiungere il suo scopo. Senza rendersi conto che per arrivare a sedersi su “quella poltrona” devi: proporti, dimostrare, dare trasparente disponibilità, candidarti, raccogliere la fiducia dei più, e vincere. Sì vincere, emozione sconosciuta fin quando non è entrato nel nostro mondo.

Si è convinto che proporsi con la sua irruenza, con paventata personalità, magari anche a voce alta, potesse sovrastare il mondo. Vivere questo mondo non è vivere casa tua.
E’ mancato nella quotidianità e tant’è che il 19 settembre del 2015 più di pensare a presenziare un importante incendio nei pressi dell’Oasi Capelli di Venere e la giornata organizzativa della manifestazione “A’ Zita” ha preferito andare altrove in compagnia degli amici dell’opposizione.
Ritorna, purtroppo per risapute necessità, e me ne scuso per averle citate, qualche mese addietro, accolto con educazione e disponibilità, e, per completare la sua opera di “tentata rottura”, si presenta con questa sua cooperativistica missiva, di cui già sapevo poiché prima ancora di presentarla al protocollo l’aveva inviata a conoscenza di alcuni suoi amici dell’altra sponda politica.
Credo, e son certo, che atti del genere devono, prima di presentarli al protocollo, come ha fatto quel giorno di mia assenza per impegni istituzionali in Regione, debbano essere portati a conoscenza del Sindaco e dei colleghi amministratori. Capisco che non tutti riescano a raccogliere l’educazione delle gesta.
La malafede, poi, si racchiude, perché si racchiude, nella divulgazione delle sue motivazioni col solo scopo della denigrazione. Inconcepibile.
Ad oggi ha presentato una comunicazione di dimissione da Vice-Sindaco, dimenticando di presentare quella da assessore, a cui penserò io, e meno ancora quella da consigliere comunale nel rispetto di quelle 101 persone che lo hanno sostenuto con la preferenza. L’80% di quelle preferenze non gli appartengono, sono del gruppo, ecco perché ha il dovere di farlo. Preferenza non è proprietà.
Per meglio raffigurare il personaggio posso riferire, perché mi è stato riferito, che da tempo sta cercando consensi di candidatura a primo cittadino nel gruppo di opposizione con la pretesa di sfinestrare il capogruppo di minoranza. Assurdo e banale.
Mi rivolgo, poi, ai più che usano fb, o per battere le mani come paperelle o per dimostrare solidarietà (sono buona parte dei miei oppositori), perché catturato da due risposte.
La prima è del consigliere di minoranza di Vibonati Manuel Borrelli che, ancora una volta poggiando le azioni di parte dell’opposizione, ha dimenticato dei suoi vissuti problemi amministrativi di maggioranza tanto da portarlo dove siede politicamente oggi. Ha ancora perso l’opportunità di “stare zitto”.
La seconda, invece, dice tutto. Quella lacrima sul viso racchiude anche il mio attuale sentimento e l’unica vera risposta che politicamente merita: TANTO NON LO PIANGE NESSUNO.
Morale della favola: la mia opposizione, capisco l’azione, ha tentato di destabilizzare la maggioranza e l’unico che potesse trovare, come ha trovato nelle mie quattro amministrazioni, è solo lui: Enrico Galatro.

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Redazione Infocilento

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