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Furto dell’oro di San Pantaleone: quattro banditi ai domiciliari

Fuori dal carcere senza braccialetti

VALLO DELLA LUCANIA . Furto dell’oro di San Pantaleone. Colpo di scena nella vicenda giudiziaria. Il giudice presso il tribunale di Vallo della Lucania Maria Lamberti ha concessi gli arresti domiciliari a quattro dei cinque malviventi rinchiusi a Rebbia.

Una ventina di giorni fa il giudice aveva rigettato la richiesta della difesa anche per la ma avanza di braccialetti elettronici. Resta in cella il capo della banda, Balanelu, da tutti gli altri nominato come il “Boss”. Altri due componenti della banda criminale, composta da romeni dai 20 ai 30 anni, erano già ai domiciliari a Cosenza e Rende.

I nuovi domiciliari sono stati concessi senza braccialetti. Unico divieto previsto nel provvedimento firmato dal giudice, quello di non comunicare con persone diverse da quelle conviventi all’interno delle abilitazioni indicate.

Si avvia quindi a chiudersi una triste vicenda per la comunità di Vallo della Lucania. Di fatti è già definita anche la vicenda giudiziaria. Dall’udienza fissata per il 23 gennaio, a distanza esatta di un anno dalla notte del colpo, si attendono poche novità. I sette malviventi hanno chiesto riti alternativi già accolti dal pm su cui ora deve decidere il giudice. I legali della difesa hanno chiesto il patteggiamento con pene di tre anni e 300 euro di multa per uno dei ladri che ha la recidiva e due anni per gli altri quattro. Gli altri hanno chiesto il rito abbreviato.

La vicenda viene seguita con attenzione dalla comunità locale ferita dall’azione criminale perpetrata ai danni del Santo Patrono. L’oro è stato recuperato grazie al lavoro svolto dai carabinieri al comando del capitano Mennato Malgieri. Il comune di Vallo, con l’avvocato Gaetano Di Vietri e la Parrocchia di San Pantaleone con l’avvocato Gerardo Boccia si sono costituiti parte civile unitamente alla signora Anella Lombardo (avvocato Celestino Sansone) a cui i ladri hanno danneggiato l’auto.

All’appello mancherebbe l’ottavo ed ultimo componente della banda. A mettere a segno il colpo furono otto malviventi. Il bottino sarebbe stato poi diviso in dieci. Dettaglio questo che farebbe pensare alla presenza di due complici.

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