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Grande attesa per il film della regista Nadia Baldi girato nel Cilento

Sarà  in proiezione domani sera, ore 20:30, al Cinema Filangieri di Napoli. Il film sarà presto anche nelle sale del Cilento, a partire da Agropoli

“Veleni” è una sceneggiatura scritta a quattro mani da Nadia Baldi e Ruggero Cappuccio, una fiaba nera, un racconto sulfureo, dove dominano i toni del genere gotico, sospesi tra il lirismo visionario e gli accenti metafisici, contaminati però anche con esiti parodici e umoristici. Il set è legato ai luoghi del “Festival Segreti d’Autore”, di cui Nadia Baldi è da quest’anno Direttrice artistica. “Veleni” è stato girato tra Omignano, San Mango, Sessa Cilento, Stella Cilento Serramezzana e la spiaggia di Agnone. Solo i primi quattro giorni di lavorazione hanno avuto luogo a Roma presso il Liceo Alberti, nel quale è stato ricreato un collegio dei Gesuiti, il cui direttore è interpretato da uno straordinario Roberto Herlitzka. Tra i protagonisti: Lello Arena e Tosca D’Aquino, Gea Martire, Marina Sorrenti, Antonella Ippolito, Franca Abategiovanni, attori legati al “Festival Segreti d’autore” e spesso ospiti nelle serate speciali del Festival.

Cosa resta del Cilento in questa sceneggiatura? Sicuramente il suo “genius loci”, quello segreto in parte già svelato nel romanzo “Gli Ermellini neri” di Michele Prisco ( Napoli 1920-2003). Il tempo sospeso della riflessione e della ricerca introspettiva, l’intimità e i segreti dell’animo femminile sono al centro di questo noir sensualissimo dove protagoniste sono due donne-megere (Gea Martire e Tosca D’Aquino), sullo sfondo di un paese che riproduce ambientazioni e costumi degli inizi del Novecento, in un paese del Cilento (in particolare Serramezzana). Protagonista è un giovane professore che, tornato in paese per la morte del padre, rivive, come in un recupero analettico, i traumi rimossi dell’infanzia, ritrova una sorella e s’interroga sulla figura del padre, psichiatra esperto di psiconevrosi e isteria femminile, patologia classificata da Jung, più volte citato nel film. Il giovane insegnante (interpretato da Vincenzo Amato) scoprirà il mistero della morte del padre, medico del paese, e con essa la singolare dinamica attraverso la quale – spiega la regista Nadia Baldi – “gli oggetti divengono padroni dei luoghi, mentre le fantasie interiori dei personaggi prendono il sopravvento sulla loro esistenza fino a spingerla verso una dimensione surreale, comica e imprevedibile”. Nel racconto dominano figure di donne, caratterizzate soprattutto come metafisiche e corrusche presenze: donne vittime, ma anche carnefici, che si scoprono attraverso la libera esplosione dei loro istinti erotici, in un mondo dove “i freni inibitori e culturali non hanno più il loro potere censurante”.

Tutti i personaggi, in una prima fase, si presenteranno nel loro quotidiano per poi “disvelare le loro geniali strategie e i loro stupefacenti mondi interiori”, continua la regista, sempre attenta a indagare l’universo femminile, anche con le sue regie teatrali. I toni prevalentemente malinconici del film si alternano anche a registri comici, dove appare evidente il rovesciamento parodico della coppia di Romeo e Giulietta, impersonata dalla straordinaria coppia Franca AbateGiovanni e Lello Arena. La proiezione del film, con le musiche del Maestro Marco Betta e i costumi di Carlo Poggioli, alla Sala Filangieri di Napoli, ore 21. 30 prevede la presenza di tutto il cast del film e della regista Nadia Baldi. L’evento, che cade nella Settimana della Lingua Italiana, vedrà anche la presentazione del doculibro dedicato al film della scrittrice Angela Mallardo e del fotografo Angelo Marra. Il titolo del volume è “Veleni-Storia di un film” (Edizioni Artsudiopaparo, per la Fondazione Mannajuolo), un elegante fotolibro realizzato con le foto di scena di Angelo Marra, con un “Diario di viaggio” di Angela Mallardo e le interviste raccolte sul set del film. Il volume si avvale del coordinamento editoriale di Mario Pellegrino che ne ha anche curato la copertina e dei preziosi testi introduttivi di Augusto Caminito, Valerio Caprara e Dora Celeste Amato.

Sinossi del film VELENI 1951. Un piccolo paesino dell’Italia meridionale popolato da sole donne. Gli uomini sono morti durante il secondo conflitto mondiale o emigrati in America in cerca di fortuna. Uniche eccezioni sono costituite da don Egidio, parroco del luogo, dal farmacista Oreste e da Melograno, un eccentrico e divertentissimo clochard che attraversa campagne e mulattiere con un grammofono a ruote grazie al quale fa risuonare nell’intera vallata i capolavori del melodramma europeo. Antonio, professore di lettere presso un collegio di gesuiti, torna nel suo paese dopo tanti anni di assenza per assistere al funerale di suo padre, il dottor Bonadies, medico condotto e psichiatra del villaggio, amico di Carl Gustav Jung, il quale è morto il giorno prima in circostanze misteriose. Antonio viene accolto da sua madre Bianca e da sua zia Dianora, due eccentriche donne, autrici tra l’altro del suo allontanamento da casa quando, ancora bambino, aveva scoperto la morbosa relazione tra suo padre e le due donne. Durante il funerale Antonio tra i viali del cimitero intravede la figura di una donna vestita di rosso che causa nell’animo del professore inquietanti domande. Nell’antico Palazzo Bonadies, Antonio, dopo lunghi anni di assenza, trascorre una notte pervasa da incubi dopo aver bevuto uno strano infuso offertogli dalla madre e dalla zia. La vita della casa si connota di comiche leggerezze assicurate da Annunziata, governante storica della famiglia, che interpreta con buonsenso popolare le stranezze operate quotidianamente da Bianca e Dianora. Nei sotterranei del palazzo, Antonio scopre un laboratorio in cui le due donne coltivano piante e funghi allucinogeni: si tratta di una passione maturata negli anni in cui il dottor Bonadies le aveva portate con sé in Argentina, prima della nascita di Antonio. Sconvolto dalla rivelazione, Antonio apre un dialogo con Oreste, che consegna al professore una lettera scritta da suo padre. Il paese dispensa misteri e incontri. Antonio ritrova Marta, un’affascinante impiegata postale, con la quale nove anni prima ha avuto un’incandescente relazione. Il professore è deciso a conoscere le ombre che incombono sul passato di suo padre e sfida l’atmosfera surreale che Bianca e Dianora hanno attivato nella loro vita. Le incursioni comiche di Melograno, la bonarietà delle donne che abitano il piccolo villaggio, costituiscono il contrappunto comico alla filosofia del viaggio allucinogeno che la madre e la zia di Antonio predicano come via di fuga alle ristrettezze depressive. Il professore torna in collegio dai suoi piccoli allievi ed apre con essi un dialogo di tenera umanità che gli attira le reprimende disciplinari dell’anziano rettore. A Palazzo Bonadies, intanto, Bianca e Dianora preparano un piano spregiudicato contro il professore, che al suo ritorno tra cento colpi di scena, sorprese, nuovi omicidi e raffinatissimi attentati, dovrà affrontare la battaglia decisiva per mettere a nudo l’identità segreta della sua famiglia e della sua storia. VISIONI SEGRETE e MARTA FILM presentano VELENI un film di NADIA BALDI soggetto Augusto Caminito sceneggiatura Ruggero Cappuccio e Nadia Baldi fotografia Giovanni Ragone musiche Marco Betta montaggio Esmeralda Calabria costumi Carlo Poggioli scenografie Mariangela Caggiani regia Nadia Baldi con la partecipazione straordinaria di Roberto Herlitzka Tosca D’Aquino Lello Arena Vincenzo Amato con Franca Abategiovanni Giulio Forges Davanzati Beppe Mannajuolo Gea Martire Marina Sorrenti Annie Pempinello e con Norman Mozzato Laura De Marchi Rossella Pugliese Antonio Fiorillo Nadia Baldi Gina Ferri Tonia Filomena Maria Sperandeo Antonella Ippolito per la prima volta sullo schermo Davide Marino Aldo Polisi Marta Polisi Aiuto regia Iolanda Salvato Segretaria di Edizione Esmeralda Da Ru Direttore di Produzione Elisabetta Alegiani Nepitelli Fotografi di scena Romeo Civilli Angelo Marra Ufficio Stampa Maya Amenduni Fonici di presa diretta Gianluca Scarlata Ignazio Vellucci Acconciature Desiree Corridoi Trucco Franco Corridoni Fonico di mix Gianni Pallotto Color grading Vincenzo Marinese Produttore esecutivo Teatro Segreto srl

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Un commento

  1. della realtà del Cilento nel dopoguerra, manca il quadro realista, ancora una volta si sfrutta il Cilento senza parlarne, forse non ci sarebbe molto da dire ma almeno risparmiateci di leggere: “piccolo paesino” perchè diventerebbe “infimo”

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