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Estate 2017 in Cilento: entrate in calo rispetto allo scorso anno

Estate 2017 in Cilento: entrate in calo rispetto allo scorso anno

Registrati 14milioni di incassi contro i 18 dello scorso anno

Registrati 14milioni di incassi contro i 18 dello scorso anno

L’estate 2017 si appresta a chiudere i battenti con un netto calo nelle entrate. Secondo una prima stima che arriva dai conti della Banca del Cilento, Sassano, Vallo di Diano e della Lucania, i flussi turistici avrebbero fatto registrare negli ultimi mesi entrate per 14 milioni di euro da Acciaroli a Sapri. Una cifra importante ma comunque nettamente inferiore ai 18 milioni introitati lo scorso anno. Un meno di quattro milioni di euro che sorprende e non poco gli addetti ai lavori. Rispetto agli anni passati tantissimi vacanzieri hanno scelto le località turistiche del Cilento. Si parla di un aumento compreso tra il 20 e il 30 per cento. Per cui il calo di entrate può essere spiegato solo con una riflessione: la quantità delle presenze non si traduce in qualità dei flussi turisti che lasciano sempre meno risorse sul territorio.

«Tante presenze ma solo caos» è il grido di allarme degli operatori turistici in riferimento alla stagione balneare ormai agli sgoccioli. Parole che trovano conferma nei dati che saranno presentati oggi dal direttore generale della Banca del Cilento, Ciro Solimeno. L’occasione sarà data dalla conferenza stampa in programma a Teggiano per il primo anno di fusione con la Banca di Sassano e Vallo di Diano. Solimeno nel ricordare gli ottimi risultati raggiunti dall’unione delle due Bcc si soffermerà sul settore imprenditoriale dal Vallo di Diano al Cilento. La Banca oggi è presente in tre regioni e quattro province, con quasi 6mila soci. È tra le più grande realtà bancarie del sud del per cui è in grado di avere, attraverso i flussi economici di soci e clienti dediti ai servizi turistici o legati all’indotto un quadro dell’andamento del settore turistico. Alla luce dei dati degli ultimi mesi Solimeno lancia un invito alle amministrazioni comunali soprattutto quelle della fascia costiera perché l’offerta turistica passa soprattutto attraverso l’attenta gestione del territorio.

«Il settore turistico – dice – non può essere svenduto in nome dei numeri. Occorre l’impegno di tutti per creare il marchio Cilento di qualità». Sulla stessa linea Raffaele Esposito presidente della Confesercenti Provinciale di Salerno. «Per quanto riguarda la costiera cilentana – dice – secondo dati ancora parziali, la presenza turistica è stata notevole ma la capacità di spesa procapite non è ancora ai livelli antecedenti il 2007. Persiste lo stato di crisi dei consumi. Registriamo infatti paradossalmente al numero delle presenze turistiche in considerazione della bella stagione turistica con un clima ideale, consumi giornalieri per ristoro e shopping e divertimento in genere piuttosto bassi. Una nota positiva è invece la costante, seppur minima, crescita per quello che concerne la presenza di ospiti stranieri ci attestiamo intorno al 4 per cento in linea con i dati nazionali per la presenza di ospiti stranieri che scelgono il Cilento e Vallo di Diano e Alburni specialmente nei periodi di bassa stagione».

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