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Va a “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli” di Vincenzo Mauro il 5° Caselle Film Festival

Pubblico in visibilio per il rapper di origini casellesi Reto, Ciro Esposito ed Enzo Fischetti


Vincenzo Mauro, giovane regista di Volla (NA), si è aggiudicato il premio per il miglior corto, e quello della Giuria Giovani “Young Award”, alla 5^ edizione del Caselle Film Festival, rassegna internazionale di cortometraggi sul tema ambientale. Mauro ha trionfato con “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”, favola moderna sulle difficoltà economiche e burocratiche di un gruppo di giovani per avviare la loro impresa, ed è stato premiato sul palco dal sindaco di Caselle in Pittari Maurizio Tancredi e dall’assessore al turismo del comune di San Miniato (Pisa), Giacomo Gozzini.
Il premio per la miglior regia “Iren Award for directing”, consegnato dall’amministratore delegato di Iren Energia, Giuseppe Bergesio, è andato a “God of Ocean” dell’ungherese Rolan Tasko. È italiano, invece, il premio per il miglior corto di animazione; ad aggiudicarselo è stato “Lovorphosis” di Roberto Grasso.

Il gran galà finale del CFF 2017 si è aperto con il premio “Terra Felix”, consegnato al procuratore Capo della Repubblica di Lagonegro, Vittorio Russo, intervistato sul palco di piazza Olmo dal giornalista Rocco Colombo.

Quindi la musica con la performance del rapper di origini casellesi “Reto”, che ha presentato, davanti a tanti giovani in visibilio, il suo nuovo singolo “Karma”.
Special guest cinematografica l’attore partenopeo Ciro Esposito, il quale ha ricordato il suo esordio, ragazzino, in “Io speriamo che me la cavo” con il grande Paolo Villaggio (ricordato, peraltro, dal CFF con un collage di scene dai suoi film più famosi).

Chiusura con le risate nel divertentissimo monologo di Enzo Fischetti, direttamente da “Made in Sud”.

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Un commento

  1. Felicissimi che il cortometraggio, Lovorphosis, sia piaciuto.
    E’ stata una bella impresa realizzarlo e questa vittoria ci ripaga della fatica.

    Vorrei segnalare però che il corto ha due autori, uno che sarei io (Roberto Grasso), e l’altra è Sara Irace.

    All’anno prossimo !

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