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Omicidio Vassallo: test del Dna per 94 persone

Le indagini sull morte del Sindaco Pescatore vanno avanti

94 persone sottoposte a test del Dna per l’omicidio di Angelo Vassallo. Lo rende noto La Repubblica. Si va da chi ha posseduto, anche legalmente, una pistola compatibile con la calibro 9.21 baby Tanfoglio utilizzata per l’omicidio, a chi potrebbe aver ricoperto, anche solo in via ipotetica, un ruolo negli eventi maturati durante l’estate del 2010 e culminati nell’omicidio del sindaco Vassallo. “Un accertamento ad ampio raggio, dettato dalla volontà di non lasciare alcunché di intentato nella ricostruzione dei fatti. Il procuratore Corrado Lempo e i pm Rosa Volpe e Leonardo Colamonici hanno affidato l’incarico di ai carabinieri del Ris”, fanno sapere dal quotidiano.

“Ai militari – si legge – gli inquirenti hanno chiesto di analizzare i reperti in tempi ragionevolmente rapidi, sollecitando risposte urgenti soprattutto per un caso, quello di un uomo, residente proprio in Cilento, che è morto, stroncato da infarto, ventiquattr’ore dopo essere stato sottoposto al prelievo per effettuare il test del Dna. Una circostanza che ha addolorato i magistrati e impone un responso immediato proprio allo scopo di sciogliere questo ulteriore interrogativo che si aggiunge ai tanti misteri di questa storia. Già nella prima fase delle indagini, nell’ottobre del 2012, la Procura all’epoca diretta dall’attuale procuratore nazionale antimafia Franco Roberti aveva ordinato l’esame del Dna su tutte le persone presenti sul luogo dove Vassallo è stato ucciso, 66 in tutto.
Quell’accertamento non aveva fornito risultati utili. L’inchiesta però non si è mai fermata, anzi è andata avanti con straordinario impegno da parte di magistrati e investigatori. Ora si attende l’esito degli altri 94 esami genetici chiesti dalla Procura. La pm Volpe (nel frattempo trasferita a Napoli come procuratore aggiunto ma tuttora applicata a Salerno proprio per seguire il caso) e il pm Colamonici stanno scandagliando tutte le possibili chiavi di lettura per provare a risolvere il giallo. Il lavoro degli inquirenti sembra essere entrato nella fase conclusiva. Si indagherà certamente fino al 2018, come ha reso noto la presidente della commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi in occasione della visita a Salerno del 20 giugno scorso”.

Al momento il maggiore indiziato dell’omicidio resta Bruno Humberto Damiani il quale ha sempre respinto energicamente le accuse.

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