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Allarme incendi, ma la centrale operativa resta chiusa: mancano i fondi

Allarme incendi, ma la centrale operativa resta chiusa: mancano i fondi

Fumata nera dopo l’incontro in Regione

Fumata nera dopo l’incontro in Regione

VALLO DELLA LUCANIA. Resta chiusa la centrale antincendio boschivo della comunità montana Gelbison e Cervati di Vallo. Fumata nera dall’incontro che si è svolto ieri mattina a Napoli tra il presidente dell’ente montano Carmine Laurito, il consigliere regionale con delega all’agricoltura Franco Alfieri e il direttore della Protezione civile Massimo Pinto. Quest’ultimo non ha lasciato spazio a dubbi. Per quest’anno resta la decisione regionale. La centrale non sarà riattivata, come deciso nel piano di riorganizzazione regionale. Alla base la carenza di fondi. Un fulmine a ciel sereno per tutto il territorio a sud di Salerno considerato l’emergenza di questi giorni sul fronte incendi.

Cilento, Vallo di Diano e gli Alburni sono prigionieri delle fiamme. La struttura di Vallo era l’unica centrale antincendio boschivo attiva in tutto il territorio dell’area Parco. Ora ogni intervento sul campo viene deciso a livello provinciale con enormi difficoltà. I tempi dei soccorsi si allungano in modo preoccupante. È successo in più casi negli ultimi giorni. Le forze territoriali possono solo monitorare le aree colpite. Al danno anche la beffa perché la chiusura della centrale spegne di un colpo le 70 telecamere installate con il progetto Mercurio del Parco, attivato lo scorso anno è costato cinque milioni di euro. «Per quest’anno – ribadisce il presidente Laurito – non possiamo fare nulla. Forse per il prossimo anno riusciremo a riattivare la centrale. Possiamo solo vigilare e scongiurare il peggio».

Sulla vicenda c’era stata una gran mobilitazione. A far sentire la propria voce i vertici dell’ente Parco, il parlamentare Simone Valiante e il consigliere regionale Maria Ricchiuti. Intanto il fuoco avanza con enormi disagi per le comunità locali. A causa di un vasto rogo divampato giovedì scorso resta chiusa la Mingardina. C’è pericolo di crollo massi. Ieri il sindaco di Camerota, Scarpitta, ha tenuto vari incontri con i tecnici provinciali. Troppo pericoloso riaprire la strada. Turisti e cittadini in questo week end di luglio dovranno usare percorsi alternativi per Centola per raggiungere le località balneari.

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