Moio della Civitella, omaggio alla Madonna di Fátima

L’occasione è il centenario delle apparizioni

In occasione del Centenario della prima apparizione della Madonna di Fátima – avvenuta il 13 maggio 1917 –, anche la comunità di Moio della Civitella ha voluto celebrare la Bianca Signora. Infatti, nel giorno in cui Papa Francesco ha proclamato santi i due pastorelli di Fátima, Francisco e Giacinta Marto, – nella Contrada Chiove di Pellare, frazione di Moio della Civitella –, si è svolta la cerimonia di benedizione della statua della Madonna di Fátima.

Presente alla cerimonia, oltre al parroco di Pellare, Don Angelo Imbriaco e ai fedeli raccolti in preghiera, anche il sindaco di Moio della Civitella, Enrico Gnarra, il quale ha puntualizzato: «Diversamente a quanto spesso accade, devo ammettere che – in merito a questa iniziativa – non c’è stata nessuna voce fuori coro. Anzi, c’è stato grande entusiasmo, partecipazione e concordia da parte di tutti. Per questo, voglio fare i miei complimenti ai residenti della contrada Chiove e, in particolar modo, a Don Angelo. È stato lui, infatti, ha suggerire di porre in questo luogo la statua della Madonna di Fatima, per celebrare il Centenario della prima apparizione».
Una scelta che, come ha evidenziato il sindaco Gnarra, arricchisce il luogo dove l’immagine è stata collocata, non solo da un punto di vista spirituale, ma anche estetico (questo anche grazie alla particolare nicchia che è stata scelta e che ben si sposa con il paesaggio circostante, n.d.r.). Difatti, posta ad un crocevia dove convergono due strade che abbracciano la frazione di Pellare – diventando poi una sola via che conduce a Vallo della Lucania –, l’effigie della Madonna di Fátima, oltre che sulla comunità di Moio della Civitella, volge lo sguardo suo anche sui Comuni limitrofi, incontrando idealmente quello della Madonna del Sacro Monte di Novi Velia, sulla cima del Monte Gelbison.
Dopo che è stata svelata l’effigie mariana, Don Angelo Imbriaco – dando appuntamento all’anno prossimo –, ha concluso il momento di preghiera e di raccoglimento affidando i presenti alla Madre di Gesù: «Oh Dio, concedi ai tuoi fedeli che ti presentano questa immagine della Madonna di Fátima, di poter sempre alzare gli occhi con fiducia verso di Lei». Parole che si uniscono a quelle pronunciate da Papa Francesco a Fátima, nel corso della sua Omelia: «Abbiamo una Madre. Aggrappati a Lei come dei figli, viviamo della speranza che poggia su Gesù. […] Come un’ancora, fissiamo la nostra speranza in quella umanità collocata nel Cielo alla destra del Padre. Questa speranza sia la leva della vita di tutti noi! Una speranza che ci sostiene sempre, fino all’ultimo respiro. Forti di questa speranza, ci siamo radunati qui per ringraziare delle innumerevoli benedizioni che il Cielo ha concesso lungo questi cento anni, passati sotto quel manto di Luce che la Madonna, a partire da questo Portogallo ricco di speranza, ha esteso sopra i quattro angoli della Terra».