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Sele – Tanagro e Alburni dicono no alle Fonderie Pisano

Sele – Tanagro e Alburni dicono no alle Fonderie Pisano

Documento congiunto di 21 comuni

Documento congiunto di 21 comuni

L’ipotesi di delocalizzazione nell’area del Sele-Tanagro e Alburni le Fonderie Pisano di Salerno non piace ai 21 sindaci del comprensorio che esprimono le loro volontà in un documento congiunto di protesta: “Ribadiamo la nostra contrarietà al trasferimento dello stabilimento salernitano. La presenza di Aree SIC e ZPS, nonché di oasi, parchi ed enti naturalistici di valenza regionale e nazionale, rende irrealizzabile la collocazione di industrie pesanti e dall’alto impatto inquinante nel nostro territorio”.

Nello stesso documento, i primi cittadini annunciano l’invio, ai competenti enti, di specifiche relazioni tecniche a testimonianza dei sistemi vincolistici insistenti sulla loro area di competenza e le conseguenti compromissioni negative, in caso di allocazione delle Fonderie Pisano, delle filiere turistiche, agricole, culturali, naturalistiche, ambientali ed enogastronomiche che caratterizzano i comprensori del Sele-Tanagro-Alburni.

L’opificio collocato nel quartiere Fratte di Salerno nel giugno del 2016 fu posto sotto sequestro per inquinamento ambientale prodotto, tra l’altro, per scarico di acque reflue inquinanti, gestione illecita di rifiuti speciali anche pericolosi ed emissioni nocive in atmosfera.

A firmare il documento sono stati i sindaci dei comuni di: Auletta, Buccino, Caggiano, Campagna, Castelnuovo di Conza, Contursi Terme, Calabritto, Caposele, Laviano, Oliveto Citra, Palomonte, Petina, Pertosa, Ricigliano ,Romagnano al Monte, Salvitelle, San Gregorio Magno, Santomenna, Sicignano degli Alburni, Senerchia e Valva.

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