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Cronaca

Cilento: cane travolto da un’auto di passaggio e lasciato morire

Cilento: cane travolto da un’auto di passaggio e lasciato morire

Per la legge è un reato non soccorrere un cane o un altro animale

Per la legge è un reato non soccorrere un animale

AGROPOLI. Un cane travolto e ucciso da un’auto pirata che, in seguito all’incidente, ha proseguito la propria corsa come se nulla fosse, senza prestare soccorso. Episodi del genere capitano spesso. L’ultimo proprio oggi ad Agropoli.

Qualcuno ha investito un piccolo meticcio e lo ha lasciato a terra agonizzante. Per fortuna non tutti si sono mostrati insensibili alla scena. Così un passante, nel vederlo vomitare sangue lungo una stradina di campagna, ha pensato di fermarsi, soccorrerlo e trasportarlo in una clinica veterinaria di Battipaglia. Aveva 4/5 mesi; sì, aveva, perché la sua vita si è spezzata lì, sul tavolo di un veterinario. Troppo gravi le ferite, per il cane non c’è stato nulla da fare.

Un fenomeno simile si registrò anche lo scorso anno, sempre ad Agropoli. In città  non basta l’attivismo di tanti volontari nel soccorrere gli animali e trasferirli in luoghi sicuri. Eppure la mancata assistenza di un animale rimasto ferito a seguito di un incidente stradale viene tutelata sia dal codice della strada (D.L. 285/1992), sia dal codice penale.

L’art. 189, comma 9-bis, del Codice della Strada, così come modificato dalla L. 120/2010 art. 31, prevede per l’utente della strada, in caso di incidente a lui ricollegabile e da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, l’obbligo di fermarsi ponendo in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno”.
Un obbligo non soddisfatto dal pirata della strada che non si è fermato a prestare assistenza all’animale.
Ma il mancato soccorso di animali d’affezione, da reddito o protetti oltre agli obblighi previsti e sanzionati dal Codice della Strada, può avere anche risvolti di responsabilità penale ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 544-ter in tema di maltrattamento con pena detentiva da 3 a 18 mesi o con la multa da tremila a quindicimila euro.
Pertanto chi si trova in simili circostanze se non riesce a rispondere alla propria coscienza, provi almeno a rispondere alla legge.

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