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Provinciali, la denuncia: consiglieri portati a votare per pagare il tributo d’obbedienza al loro sindaco

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Elezioni Provinciali, Sebastiano Aceto: sistema antidemocratico e demenziale

Provinciali, la denuncia: consiglieri portati a votare per pagare il tributo d’obbedienza al loro sindaco

Sebastiano Aceto: sistema antidemocratico e demenziale

TORCHIARA. 48 ore dopo le elezioni provinciali scoppia la polemica in Cilento per le modalità con cui è avvenuto il voto. Ad alzare la voce Sebastiano Aceto, consigliere di minoranza di Torchiara, candidato con la lista la Provincia di Tutti. “Il sistema di voto adottato – spiega – otre che antidemocratico è anche demenziale. Antidemocratico perché nega il voto ai cittadini e lo consegna al ceto politico, demenziale perché il principio è stato sostituito per mano di qualche oscuro burocrate, dall’apparentemente asettico termine voto ponderato che è la negazione assoluta di quel principio e che si ispira ad un’altra dottrina: i voti non si contano, si pesano. Tradotto in termini contabili questo significa che il voto o la preferenza di un consigliere può valere 14 voti e quello di un altro 402,con tutte le gradazioni intermedie”.

“Ma la cosa più avvilente – incalza Aceto – e degradante è assistere , da vicino, il giorno delle elezioni, agli effetti concreti che questo metodo elettorale produce, che sono anche peggiori di quello che i suoi critici immaginano”. Aceto parla di “Stuoli di Consiglieri Comunali sfilano irreggimentati al seguito del loro Sindaco, che li porta a votare, non per un Partito o per qualche straccio di idea o proposta di governo della Provincia, ma a pagare il tributo di obbedienza ad un boss di Partito in lotta con quello di un altro Partito o che, più spesso, deve regolare i conti con uno all’interno del suo stesso Partito. Manca solo l’ombrellino che le guide usano con i turisti giapponesi, per non farli perdere”.

“La strada davanti Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia, diventa dal primo mattino una fiera, un mercato delle vacche, militarizzata e occupata da decine di faccendieri, portaborse, procacciatori di voti che non stanchi e non contenti di averli tormentati con decine di telefonate marcano ad uomo oscuri Consiglieri Comunali li tallonano sino davanti al seggio dove altri li prendono in consegna nel tentativo di fargli cambiare o mantenere la sua intenzione di voto,a seconda del “boss” di riferimento”, conclude il consigliere comunale di Torchiara.

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