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Cavallo morto di stenti ad Agropoli, animalisti parte civile nel procedimento penale

Cavallo morto di stenti ad Agropoli, animalisti parte civile nel procedimento penale

“Non è possibile che un cavallo sia condannato ad una fine così atroce”

“Non è possibile che un cavallo sia condannato ad una fine così atroce”

Sono trascorsi pochi mesi dall’intervento della task force animalista composta da Italian Horse Protection, Lega Nazionale per la Difesa del Cane e Progetto Islander, capitanata dall’inviato di Striscia Edoardo Stoppa e dall’Onorevole M5S Paolo Bernini, che portò allo spostamento di circa 17 equidi nel centro di incremento ippico di Santa Maria Capua Vetere, ma nonostante ciò il maltrattamento dei cavalli torna ad essere al centro della cronaca cilentana. Cavalli detenuti in condizioni ai limiti della sopravvivenza in stalle spesso abusive, abbandonati a se stessi liberi di circolare sulla strada provinciale o peggio ancora, legati senza acqua e senza cibo ad alberi. Proprio così è morto un esemplare negli scorsi giorni, legato al sole e trovato agonizzante dai passanti. “Quanto accaduto ad Agropoli è grave. In un paese che si reputa civile e in cui il maltrattamento animale è punito dal codice penale non è possibile che un cavallo sia condannato ad una fine così atroce tra l’indifferenza di chi le leggi dovrebbe farle rispettare” asseriscono Nicole Berlusconi, Presidente Progetto Islander e Alfredo Riccio, delegato LNDC- Battipaglia. “Per tale motivo annunciamo sin da ora che ci costituiremo parte civile tramite i nostri legali nel procedimento penale, con l’obiettivo di ottenere condanne esemplari per tutti i responsabili di questo animalicidio”. “Siamo stati ad Agropoli ad Aprile, e avevamo manifestato ai veterinari Asl massima collaborazione per risolvere il problema del maltrattamento dei cavalli mediante attività di prevenzione e controllo del territorio. A quanto pare, non avendo ricevuto riscontri in tal senso, e alla luce di quanto accaduto, la sorte di centinaia di cavalli sembra interessare solo a noi volontari”. “Quando ci siamo occupati dei cavalli confiscati dai Nas di Salerno, abbiamo appreso che l’allevamento in cui erano detenuti in condizioni ai limiti della sopravvivenza, che ad oggi continua a funzionare a pieno regime, era anche abusivo e che alle numerose ordinanze di abbattimento emanate dal Sindaco del Comune di Laureana Cilento non era stata data esecuzione. Per tale motivo ci rivolgeremo direttamente al Prefetto di Salerno sperando accolga le nostre istanze ripristinando la legalità e intervenendo in prima persona per risolvere il problema, in sinergia con associazioni e amministrazioni comunali”-asseriscono gli animalisti-“Da non tralasciare che purtroppo l’anagrafe degli equidi, istituita con la legge n. 200 del 1 agosto 2003 e successivi Decreti Ministeriali non è applicata pienamente e in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, e la carenza di controlli da parte delle Asl è causa scatenante dell’illegalità.”

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